Il sito è uno dei più importanti nodi del peer to peer e ha già tentato diverse manovre per aggirare i filtri di «regime», ma ogni indirizzo alternativo è stato prontamente bloccato dalla GdF. Le schermaglie a colpi di link continueranno, chissà per quanto tempo e a quale costo a carico dei contribuenti. Ma gli zelanti uomini in divisa non si sono limitati a ciò che legalmente ha disposto il gip: hanno anche chiesto agli operatori telefonici di dirottare i visitatori verso un sito della Ifpi, che rappresenta le major nel mondo, cosa non richiesta dal provvedimento del giudice.
Alcuni hanno accettato, come Telecom e 3 Italia, altri per fortuna, tutelando i diritti dei propri clienti, no. Il fatto è stato già portato all'attenzione del Garante della Privacy, perché non si spiega quale utilità avrebbe questo dirottamento se non quella di offrire alle major l'opportunità di registrare e schedare tutti gli indirizzi IP di coloro che, magari anche solo per curiosità, hanno cercato di entrare nel sito oscurato. E ripensando al caso Peppermint, su cui proprio il Garante è dovuto intervenire, il sospetto diventa più che motivato. Ennesima caduta di stile quindi per chi invece, come le case discografiche, dovrebbe attirare la simpatia dei consumatori.
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25/08/2008