Secondo le anticipazioni dell'Osservatore Romano inviterà i giovani a «non emarginare Dio dalla propria vita» e a «partecipare alla cosa pubblica, secondo la dottrina sociale e la prassi educativa cattolica», diventando così, come recita il titolo della sua relazione introduttiva, «un popolo che fa storia». Una Chiesa che i problemi «non li legge sui sondaggi ma li vive in prima persona» rivendica il suo diritto ad occuparsi di politica - sosterrà Bagnasco - perché questa «sia se stessa e serva il bene comune». Quando i vescovi intervengono non lo fanno da esperti in politica ma «per dare voce alla loro gente» che «tradirebbero restando in silenzio». La voce della Chiesa in politica va quindi intesa come la promozione di «una antropologia completa, integrale», senza la quale diventa di difficile soluzione qualunque problema anche economico e sociale.
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24/08/2008