Il secondo intende offrire l'opportunità alle imprese di trasferirsi nei paesi dove la manodopera costa meno, vi sono meno controlli e si possono evadere i marchi di fabbrica e i brevetti. A questo punto è necessario, a livello internazionale, stimolare le vendite, di questi beni di "scarto" o determinati da alti profitti e ridottissimi costi per unità di prodotto, tra chi ha bassi redditi. È nell'interesse dell'industria nazionale dividersi tra imprese che possono soddisfare una domanda di qualità e altre che cercano residenze più convenienti per aumentare i loro profitti. Tutto questo se può soddisfare un'economia liberista non accontenta i lavoratori dei paesi occidentali che si troveranno a un bivio: o riducono i loro salari o resteranno disoccupati. I pensionati saranno sempre più emarginati e tutti insieme saranno esposti a maggiori rischi nel contrarre malattie debilitanti per la scarsa qualità dei prodotti, in specie alimentari, acquistabili a prezzi di convenienza. A questo punto l'Italia si dividerà tra i suoi 45 milioni di abitanti sempre più poveri e dipendenti dalle economie del profitto e gli altri 15 milioni che potranno raccogliere i frutti del loro maggior benessere.
Riccardo Alfonso (e-mail)
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24/08/2008