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Roma, i candidati per commissione Amato

Tutti gli uomini del presidente

Finirà che Jacques Attali diventerà più celebre a Roma che a Parigi. O forse no. Perché la Commissione creata dal sindaco Alemanno e affidata a Giuliano Amato potrebbe prendere forma e fissare la sua prima seduta a settembre.

Giuliano Amato Dovrà elaborare proposte per il futuro della Capitale. Per ora gli addetti ai lavori si dividono: c'è chi non nasconde perplessità, chi ne fa una questione politica e chi ci crede davvero ed è più sarkozista di Sarkozy, che il 1° agosto del 2007 ha assegnato la presidenza del gruppo di lavoro all'ex consigliere socialista di Mitterrand assicurando: «Ciò che proporrete lo faremo».


A Roma ancora impazza il dibattito. Nemmeno i primi nomi usciti sui giornali (dal presidente di Sviluppo Lazio Valori allo scrittore Moccia, dal regista Muccino al produttore De Laurentiis) hanno placato gli animi. Sembra certo soltanto che i componenti della «Commissione Attali de Noantri» saranno una quarantina, scelti dal dottor Sottile con la benedizione del sindaco. Unica avvertenza: non ribattezzate il due volte premier e quattro volte ministro del Tesoro «Amatò».


«È auspicabile tutto ciò che contribuisce a dare idee per il futuro della città ma prima della Commissione sarebbe fondamentale stringere un grande patto tra Regione Lazio, Comune di Roma e Provincia di Roma - spiega il deputato del Pd ed ex presidente di Palazzo Valentini Enrico Gasbarra - In questi mesi si poteva fare molto di più». Il parlamentare del Pd «promuove» la scelta di assegnare la presidenza ad Amato: «È una personalità davvero rilevante».

Un nome da suggerire? «Certamente Andrea Mondello (presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Roma): è stato il motore dei successi raggiunti negli ultimi quindici anni e può ancora dare un contributo fondamentale». Netto anche il deputato eletto con l'Italia dei Valori, ora nel Pd, Jean Leonard Touadi, che precisa: «Uno strumento bipartisan come la Commissione Amato può elaborare proposte per il futuro di Roma, sempre che non si tratti soltanto di una scelta tattica di Alemanno. In questi anni la Capitale è cambiata molto, non è più la città dei ministeri. In questo quadro disporre di un laboratorio di idee che possa ripensarne il ruolo è una cosa molto buona».

Amato? «È una persona di grandi e riconosciute qualità - aggiunge Touadi - Uno dei rari politici con una visione che va al di là della contingenza». Un componente da proporre? Anche l'ex assessore della Giunta Veltroni non ha dubbi: «Franco Ferrarotti (sociologo), perché può ripensare le politiche sociali soprattutto nelle periferie. Ferrarotti si è occupato a lungo dei cambiamenti nelle zone più lontane dal centro storico: bisogna migliorarle». Perplesso il senatore del Pd, ex assessore capitolino, Lucio D'Ubaldo: «Di solito dopo cento giorni un'amministrazione fa un primo bilancio, invece il sindaco ha creato, legittimamente, questa Commissione che potrebbe essere soltanto un diversivo di lusso. Non si capisce di cosa deve occuparsi e rischia pure di sovrapporsi al programma presentato da Alemanno».

Ad ogni modo, D'Ubaldo segnala «il professor Giuseppe Dalla Torre (rettore della Lumsa), una persona di grande livello con un'esperienza anche amministrativa». Maria Coscia, ex assessore in Campidoglio, adesso parlamentare del Pd, è chiara: «La Commissione mi sembra una scelta di facciata. Ciò che ho visto fin qui dell'amministrazione Alemanno è stata una grave carenza di idee». In ogni caso, secondo Coscia, Amato dovrebbe inserire «Dacia Maraini: innanzitutto perché nella lista pubblicata dai giornali non ci sono donne, e poi perché è una intellettuale di grandissimo livello». Nessun nome, invece, per Marianna Madia, la giovane deputata del Pd, che però spiega: «Sono favorevole a ogni strumento che permetta di dialogare e riflettere.

La Commissione Amato può servire a vincere le sfide complesse che ci troviamo di fronte, anche se - aggiunge la Madia - attendo di capire di che cosa si occuperà». Va sulla stessa scia la deputata del Pd ed ex delegata del Campidoglio per le Politiche dell'Handicap Ileana Argentin: «Trovo assurdo contrapporsi ideologicamente alla possibilità di dialogare con il centrodestra e sono convinta che costituire la Commissione Amato sia una buona idea. Dovrebbe occuparsi delle persone svantaggiate ma anche di elaborare strategie per sviluppare l'economia, rimettendo in equilibrio il settore del commercio». L'Argentin metterebbe al tavolo bipartisan Alberto Zuliani (presidente della Fondazione Handicap Dopo di Noi), una persona davvero straordinaria con una profonda competenza delle politiche sociali».


Resta critico sulla decisione del sindaco anche il segretario laziale e deputato dell'Udc, Luciano Ciocchetti: «Per ora questa Commissione mi sembra soltanto uno spot, serve per nascondere la difficoltà di dare risposte ai problemi della Capitale. È la stessa storia del debito del Comune. Insomma, mi pare che non ci siano idee sul futuro di Roma. Certo - aggiunge Ciocchetti - potrebbe essere un'opportunità perché un uomo solo al comando non riuscirà a cambiare la città. Amato? È una grande personalità ma non c'entra niente con Roma». Ciocchetti un nome lo suggerisce: «Monsignor Guerino Di Tora (direttore della Caritas), perché conosce il disagio della Capitale e dei suoi cittadini. Servono presenze del mondo cattolico che, almeno per adesso, mi sembra escluso dalla Commissione».


Soddisfatti gli esponenti di Alleanza Nazionale e Forza Italia. Per il ministro alle Politiche giovanili Giorgia Meloni il gruppo di lavoro guidato da Amato «risponde alla necessità di guardare oltre e far diventare Roma un punto di riferimento in Europa. È anche il tentativo di dialogare con le menti migliori del Paese. Giusto anche assegnare la presidenza a una personalità non organica al centrodestra: è sempre più importante il curriculum della provenienza politica». Il componente ideale della Meloni? «Eddy Gardner, il ghanese che è stato aggredito a Milano perché dissuadeva i giovani dall'uso di droghe. Questa Commissione - conclude il ministro - dovrebbe occuparsi soprattutto di temi sociali».

E se per il senatore di An Andrea Augello «si potranno ottenere buoni risultati proprio perché il valore di questa Commissione è tecnico e non politico», Barbara Saltamartini, parlamentare sempre di An, sottolinea: «È stata un'ottima idea, mi piace molto anche la scelta di affidare il gruppo di lavoro ad Amato. Credo che dovrà occuparsi dei meccanismi per favorire investimenti economici nella nostra città e per valorizzare il nostro patrimonio. Certo ci vorrebbero tante donne». Non a caso, la Saltamartini consiglia ad Amato di inserire «Frida Giannini (direttore creativo di Gucci): è giovane, romana e ha fatto un lavoro eccezionale nel campo della moda».

Tiepido il commissario Ue Antonio Tajani (Forza Italia): «È importante avere un dialogo bipartisan per il bene della città. Certo il lavoro della Commissione non dovrà rimanere un libro dei sogni, servirà la volontà politica per trasformare le idee in fatti. Mi piacerebbe che partecipasse ai lavori Antonio Marzano» (ex ministro e presidente del Cnel). Critico, con la consueta ironia, il leader de La Destra Francesco Storace: «Cosa dovrebbe fare questa Commissione? Bé, sciogliersi dopo cinque minuti.

Sono sempre stato contrario perché ci sono già due Commissioni consiliari che lavorano sugli stessi temi. Poi il fatto che la presidenza sia stata assegnata a Giuliano Amato mi fa venire i brividi». Il «raccomandato» di Storace non può che vestire una provocazione: «Consiglio di mettere in Commissione Vincenzo Visco. Davvero, non può mancare».

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Alberto Di Majo

22/08/2008










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