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Gianni Alemanno è meritatamente diventato sindaco di Roma, chiudendo una lunga stagione di dominio politico della sinistra.
Dopo quattro mandati (due di Rutelli e due di Veltroni) che hanno imposto un certo gruppo dirigente all'attenzione della città è ora compito del nuovo sindaco proporre un progetto (fatto di idee e di persone) che renda praticabili gli impegni presi in primavera. Insomma Gianni Alemanno è chiamato alla prova della novità, del cambiamento, che molti in città vorrebbero radicale e visibile ad occhio nudo.
La sfida è tutt'altro che facile, viste anche le ristrettezze economiche. Ma è una sfida non rinviabile, se vogliamo che la nostra città si mantenga a quel rango di capitale internazionale cui non c'è motivo di rinunciare. Per fare questo però occorre una accelerazione rispetto a quanto visto negli ultimi anni, probabilmente viziati anche dal fatto che il sindaco (Veltroni) aveva altro a cui pensare nel suo secondo mandato.
L'istituzione della commissione Amato può essere un buon punto di partenza. Questo giornale prova a dare un contributo, dedicando un serio approfondimento (Tutti gli uomini del presidente, di Alberto di Majo) al tema e cercando anche di avanzare qualche nome utile a portare "freschezza" dentro la commissione stessa. Quello che è certo è che l'autunno sarà il vero banco di prova per tutti, Alemanno in testa. La città è pronta e carica di aspettative. Il governo sembra disponibile a fare la sua parte. Serve una idea "forte", ben articolata e realizzabile nell'arco di due mandati. Non esiti, signor sindaco.
Roberto Arditti
22/08/2008