Ciò premesso, considero avventurista la politica del governo georgiano che solo a titolo di "piccola potenza imperialista" vuole governare i piccoli paesi dell'Ossezia del Sud e dell'Abkazia, abitati in modo massiccio da russi e solo da piccole minoranze georgiane e che vogliono riunirsi alla Grande Madre Russia. Io ritengo che ne abbiano pieno diritto. E mi riuscirebbe difficile comprendere come Usa e l'Ue che si sono affrettati a riconoscere l'indipendenza del Kossovo, storicamente legato alla Serbia, potrebbero mai opporsi al desiderio dell'Abkazia e dell'Ossezia del Sud di riunirsi alla Russia e quest'ultima alla parte nord del proprio Paese. Né l'Italia potrebbe mai dire che durante il regime sovietico l'Ossezia è stata russificata, perché ci si potrebbe obiettare che l'Italia durante il regime fascista ha italianizzato il Tirolo del Sud e, complice il nazismo, ha cercato di espellerne la minoranza tedesca, dopo che lo stesso regime liberale - che ne aveva ottenuto su suggerimento dei vertici militari l'annessione, come risarcimento alla mancata unione di Fiume e della Dalmazia al'Italia come stabilito dalle clausole segrete del Patto di Londra del 1915 -, aveva mutato il nome di quel paese da Südtirol in Alto Adige, inventato da un geografo fascista. Considero poi pericoloso che la Nato, per iniziativa di Bush, voglia portare i suoi confini a ridosso della Russia, sempre colpita dal complesso di accerchiamento, estendendola alla Georgia, patria di Stalin, già repubblica dell'Urss. Che poi il Pd, costituito da ex-militanti del Pci, che guardava all'Urss come alla "Madre del Socialismo", e da cattolici che guardavano con ammirazione ad esso per la sua natura "chiesastica" e "totalizzante", rimproveri Berlusconi di non intervenire con durezza (!!!) col suo amico Putin a favore della Georgia più che strano, è buffo!
Per quanto attiene l'idea di inviare in quella zona contingenti italiani quale componente d'una ipotetica forza d'interposizione dell'Onu, o della Nato o dell'Ue, sarebbe meglio assegnare gli ingenti fondi che dovrebbero servire all'uopo all'Arma dei Carabinieri e alla Polizia di Stato perché possano "mettere sulla strada" un numero più adeguato di "Gazzelle" e di "Volanti", ponendo fine alla politica "nano interventista" delle missioni in Afghanistan, Kossovo e Libano, e un dì anche...a Timor Est.
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14/08/2008