D'altro canto come si fa. Come si fa a non farsi tentare. Il lavoro d'agosto in piena città è quello che è. La pausa pranzo ormai si riduce a brandelli di minuti. Un panino e via. Almeno meglio goderselo in uno dei posti più belli del mondo, la panchina davanti a Fontana di Trevi in pieno giorno, dopo che il cronista de Il Tempo ha fatto il giro di notte a vedere che aria tira. E la fontana è zeppa di turisti, difficile trovare un angoletto.
Arrivano i vigili e solertemente avvertono: «Scusi, ma qui non si può». «Non si può cosa?», viene da domandare un po' provocatoriamente. E il casco bianco: «Non si può mangiare. È vietato, l'ha stabilito un'ordinanza del sindaco. non si possono mangiare panini o cibi da asporto nelle vicinanze dei monumenti», spiega con calma il poliziotto municipale. E la collega, più dolcemente: «È stato deciso da pochi giorni. Non si preoccupi, molti non lo sanno. Anzi, quasi tutti».
Altra provocazione: «Ma è l'ordinanza antibivacco?». E il vigile si fa più cattivello: «Ma allora lo sa. Guardi, dovremnmo multarla a questo punto». La collega resta sul tenero: «Per questi primi giorni facciamo finta di nulla. O meglio, a quelli che vediamo che mangiano spieghiamno che non si può, li informiamo. Poi tra qualche tempo, cominceremo a mettere le multe». Il vigile uomo prova a giustificarsi: «Sa, ci sono dei giornalisti in giro».
E allora, inevitabile, parte l'ennesima provocazione: «Giornalisti? Ah, vi capiamo. Brutta razza, brutta gente». Ma il poliziotto municipale non ci casca: «No, vanno bene. Ma almeno quando scrivono la verità. In realtà scrivono un sacco di bugie». Eh già. Può succedere, di certo stavolta abbiamo riportato fedelmente quello che è accaduto. Possono stare sicuri.
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13/08/2008