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il giallo di garlasco

La verità di Alberto Stasi: il corpo di Chiara spostato da due persone

Il corpo di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto dell'anno scorso a Garlasco, stando alla relazione tecnico-scientifica depositata dalla difesa ieri in Procura a Vigevano, «dopo l'aggressione è stato spostato da almeno due persone».

Alberto Stasi Lo ha detto il prof. Angelo Giarda, uno dei difensori di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima, indagato per omicidio volontario. Secondo il prof. Giarda, «attraverso un esame delle tracce di sangue sul pavimento, sugli stipiti e sulle pareti» è stato dimostrato che, durante questo trasporto, «l'altezza dal pavimento del corpo non ha superato i 70 centimetri». Non solo. Secondo i difensori di Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio di Chiara «è pacifico, da un punto di vista strettamente scientifico, che quella traccia che i Ris hanno trovato su un pedale della bicicletta di Alberto Stasi non è sangue umano e che quindi il Dna riconducibile a Chiara Poggi ha un'altra origine biologica». Il rinvenimento di una traccia organica riconducibile a Chiara Poggi era stato uno degli elementi alla base del fermo di Stasi. Il provvedimento, però, non era stato convalidato dal Gip che aveva disposto la scarcerazione del fidanzato di Chiara Poggi, esprimendo dei dubbi sul fatto che effettivamente quella fosse una traccia di sangue.
La consulenza tecnica con «contenuti medico-legali di alta scientificità» che punta a dimostrare l'innocenza di Alberto Stasi da parte dei difensori sarà consegnata nei prossimi giorni al pm di Vigevano Rosa Muscio, titolare dell'inchiesta sul delitto di Garlasco. La relazione, 64 pagine con tanto di allegati, divisa in due parti e firmata dal professor Francesco Maria Avato e dal dottor Matteo Fabbri, arriva a quasi un anno dal delitto e proprio mentre gli inquirenti, come ha annunciato nei giorni scorsi il Procuratore della Repubblica Alfonso Lauro, si apprestano a chiudere le indagini. Il documento, stando alle parole del prof. Angelo Giarda, che con i colleghi Giuseppe e Giulio Colli difende Stasi, dovrebbe riservare «delle sorprese, delle novità importanti» che potrebbero indurre a riscrivere la storia del giallo di Garlasco. «Il documento sarà accompagnato da una nota - ha spiegato Giarda - con la quale, in base ai contenuti della consulenza, solleciteremo, come è ovvio, una richiesta di archiviazione perchè abbiamo elementi che ci consentono di affermare quanto abbiamo sempre sostenuto: l'estraneità di Alberto alla morte di Chiara. Non si tratta di un'istanza - ribadisce il legale - ma un commento alla relazione che si chiude con la sollecitazione ad archiviare».

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05/08/2008










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