«Negli ultimi dieci anni le precipitazioni sulla capitale si sono ridotte del 30 per cento - ha detto oggi all'Ansa Deng Zhuozhi, dell'Istituto per l'acqua di Pechino, capo del team tecnico che ha curato la realizzazione dell'Olympic Forest Park - per questo il riciclaggio è ormai un'esigenza, e le tecniche più avanzate sono state impiegate in quest'opera che ha richiesto un lavoro di due anni».
Il Lago Olimpico, uno dei punti di maggiore attrazione del parco, dista circa quattro chilometri dallo stadio Nido d'Uccello, esattamente sull'asse che conduce a Piazza Tiananmen, 13 chilometri più a sud.
Il bacino copre 24 ettari e ha una profondità massima di tre metri e mezzo. Le acque che lo alimentano, quella usata per le paludi poco più a nord, provengono dall'impianto per il riciclaggio fognario di Qinghe.
I progettisti affermano inoltre di aver creato un sistema in grado di recuperare il 95 per cento dell'acqua piovana e di avere messo in funzione un «sistema intelligente di irrigazione» capace di risparmiare fino a un milione di metri cubi di acqua all'anno.
«Abbiamo popolato il lago di pesci, e ormai è un bacino con la sua vita naturale», dice Deng per sottolineare il successo dell'operazione, aggiungendo che bisognerà aspettare un paio di anni per vedere una vegetazione lussureggiante.
L'ombra dei salici piangenti, le risaie in miniatura, i bambù e i fiori di loto aiutano comunque già oggi a respirare in tutti i sensi un'aria diversa da quella intorno al Nido d'Uccello, al centro stampa e alla torre per le telecomunicazioni che si scorgono poco più a sud, invariabilmente avvolti da un velo di foschia.
Gli impianti sportivi realizzati per i Giochi - tra cui lo stadio del tennis, situato proprio a ridosso del parco - hanno a loro modo dato alimento a questo polmone verde.
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29/07/2008