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La firma sulla legge Alfano che prevede l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato è giunta "nel modo più meditato e motivato" "indipendentemente, come è mio dovere, da sollecitazioni in qualsiasi senso".
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontra la stampa parlamentare per la cerimonia del Ventaglio e puntualizza che le proprie decisioni avvengono in modo indipendente e con solo riferimento della legge e della Costituzione. Sul cosiddetto Lodo Alfano è andata, sottolinea il capo dello Stato, come per tutte le altre leggi firmate. "Mio solo punto di riferimento è stata, nei termini che ho indicato, la sentenza emanata dal 2004 dalla Corte costituzionale - ha spiegato il presidente -. Ogni altro giudizio sulla legge Alfano, appartiene legittimamente, alla politica: non può coinvolgere o chiamare in causa il presidente della Repubblica". Da qui l'appello-monito di Napolitano: "Si stia attenti da parte di tutti a doverose distinzioni di posizioni e di ruoli".
I simboli e le istituzioni della Repubblica devono essere sempre rispettati. Pur non facendo direttamente riferimento alla polemica politica scatenatasi con le parole del leader del Carroccio Umberto Bossi contro l'Inno nazionale italiano, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mette in guardia tutti dal rischio di svilire, offendendoli, i simboli della Repubblica. L'occasione è l'incontro al Quirinale per la cerimonia del Ventaglio e l'invito è quanto mai chiaro.
"Dobbiamo mostrarci consapevoli del nostro impegno europeo e dell'omaggio che ovunque viene reso alle tradizioni e al dinamismo del nostro Paese. Liberiamoci dalle angustie di una polemica politica che finisce, perdendo il senso della misura, per scadere nella volgarità e nell'ingiuria, per venir meno al rispetto da tutti sempre dovuto alle istituzioni e ai simboli della Repubblica". "Solo così - conclude Napolitano - potremo corrispondere alle più profonde esigenze e aspettative degli italiani".
28/07/2008