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Bombe tra la folla a Istanbul, è strage

Diciassette morti e 154 feriti, di cui 15 in condizioni gravi. E' il bilancio provvisorio delle vittime dell'attentato terroristico che ieri notte ha colpito la parte europea di Istanbul. Secondo la polizia, i responsabili potrebbero essere i ribelli curdi del Pkk.

Attentato a Istanbul   La polizia stava pattugliando con attenzione da una settimana il quartiere di Gungoren, dove è avvenuto l'attentato, segno che, probabilmente, alla Questura generale di Istanbul qualcosa era già nell'aria.
'Non c'è alcun dubbio che si sia trattato di un attentato terroristico, il fatto che la zona fosse affollata ha fatto aumentare il numero delle vittime', ha spiegato il governatore in conferenza stampa, aggiungendo che la polizia ha avviato un'inchiesta per accertare le responsabilità.


Stando alla rete satellitare Cnn-Turk, la polizia sospetterebbe dei ribelli curdi, dopo che i servizi segreti avrebbero avvertito del rischio di un attentato; tuttavia il vicepremier Hayati Yazici, recatosi sul luogo delle esplosioni, ha dichiarato in conferenza stampa di non avere alcuna informazione su quale gruppo terroristico abbia compiuto la strage.


Secondo la ricostruzione fornita, un primo piccolo ordigno è esploso all'interno di una cabina telefonica su un viale del quartiere periferico di Güngoren, sulla riva europea della metropoli turca, in una zona pedonale molto frequentata la sera; pochi minuti dopo ci sarebbe stata una seconda deflagrazione, molto più potente, che avrebbe investito i numerosi curiosi accorsi dopo la prima esplosione.


Nella notte è arrivato il primo commento del presidente turco Abdullah Gul: 'Nessun obiettivo può essere raggiunto con la violenza, il terrorismo, uccidendo degli innocenti. Questi attacchi dimostrano quanto disumani e miserabili siano i mandanti'.
 

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28/07/2008










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