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Forse un discorso a Berlino può sedurre gli europei, ma ...

Forse un discorso a Berlino può sedurre gli europei, ma certamente non basta per vincere le elezioni americane. Tuttavia esso è utile per accrescere la propria credibilità di candidato vincente e di leader planetario. Barack Obama ha voluto rinsaldare, ripercorrendo la strada di John F.

Kennedy e di Ronald Reagan, il legame tra due mondi per ribadire che l'America non può fare a meno della vecchia Europa e questa, di conseguenza, deve fidarsi non di un "protettore", ma di un partner che gioca la sua stessa partita. Insomma, Obama più che sedurre le antiche nazioni ha voluto manifestare la convinzione che il XXI secolo non potrà essere, a differenza di quello che l'ha preceduto, il secolo americano, bensì euro-americano, nel segno di una interdipendenza tangibile e non più soltanto affidata al lavoro delle cancelliere e dei governi, ma alla comprensione tra i popoli. Non sappiamo se il progetto di Obama, peraltro non proprio originale nei richiami risuonati a Berlino all'ombra della Siegessaule, la Colonna della Vittoria innalzata da Federico III, sarà accettato dai suoi connazionali. Quel che interessa è che un leader americano abbia preso coscienza che il mondo s'è fatto più piccolo e che la multipolarità ha messo definitivamente fuorigioco qualsiasi sogno egemonico, fosse pure quello della potenza statunitense alla quale si deve la decomposizione dell'Impero del Male e la resistenza della nuova Europa al ritorno di ombre del passato che avrebbero potuto squassarla dopo la caduta del Muro.
segue a pag. 19

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26/07/2008










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