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il focus su roma

Quel diabolico cubo «ammazzascarpe»

Scivolosi in inverno con la pioggia, incandescenti in estate sotto il sole. Suggestivi da vedere, certo, ma perniciosi in qualunque stagione dell'anno.

Via Nazionale Sono i sampietrini, responsabili delle andature sbilenche dei pedoni a passeggio in centro storico e responsabili della distruzione sistematica delle scarpe. Sissignore; sono sempre loro, i sampietrini, gli artefici della rovina dei tacchi delle scarpe al femminile. È infatti tra le loro fessure che migliaia di scarpe, ancora in forze, sono passate a miglior vita con tacchi irrimediabilmente compromessi da screpolature. Scarpe, sandali, stivali e decollète tutti scorticati nella pavimentazione sconnessa e irregolare.

Ed è sempre camminando tra i sampietrini che il pedone rischia di "perdere" la scarpa dal piede perché incagliata con il tacco tra una fessura e l'altra del parallelepipedo di porfido più famoso, nel bene e nel male, della città eterna. Questi i rischi, alcuni vissuti da chi li racconta, a camminare sui sampietrini semplicemente da pedone. Immaginate cosa significhi guidare moto e ciclomotori su un manto stradale nato come carrozzabile e oggi sottoposto a pesi e vibrazioni completamente diverse. Condurre questi mezzi sui sampietrini, specie d'inverno, è come pattinare sul ghiaccio con i pattini a rotelle.

Eppure i sampietrini sono parte della storia stessa di Roma, un tratto identificativo di zone monumentali e di piazze, come la celebre piazza Venezia. Tra detrattori e difensori, i sampietrini sono comunque scomparsi da molti tratti stradali a cominciare dai lungotevere per ricomparire solo come ornamento ai lati, ad esempio di via Tomacelli e nella pavimentazione delle piazze Colonna, di Pietra e Monte Citorio. In questi luoghi però i sampietrini, pare di provenienza cinese, sono stati ingabbiati nell'asfalto, senza le naturali fessure di terra tra l'uno e l'altro che assorbono il calore del sole, col risultato che d'estate diventano delle isole incandescenti dalle temperature elevatissime al punto che neppure i resistenti piccioni osano zampettarci sopra.
 

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Cinzia Tralicci

22/07/2008










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