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ex Jugoslavia: colpevole di pulizia etnica

Preso Karadzic, ricercato per genocidio

Il serbo-bosniaco Radovan Karadzic, in cima alla lista dei più ricercati per i crimini commessi durante le guerra nei Balcani, è stato arrestato in Serbia.

Karadzic Ne hanno dato notizia fonti del governo di Belgrado. Secondo la nota della presidenza, diffusa sulla base di informazioni confermate dal Consiglio di sicurezza nazionale, Karadzic è stato «localizzato e arrestato» ieri sera dalle forze di sicurezza serbe. Il comunicato non precisa il luogo del fermo, ma rende noto che Karadzic è attualmente detenuto a Belgrado dagli organi della procura nazionale serba per la lotta ai crimini di guerra. L'ex leader serbo bosniaco era al primo posto fra gli ultimi tre ricercati rimasti nella lista nera del Tribunale internazionale dell'Aja (Tpi) per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia. Latitante fin dal 1995, deve rispondere delle accuse di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità per il ruolo svolto nella sanguinosa guerra di Bosnia (1993-95, 200.000 morti in totale), la più feroce fra quelle scatenate dalla dissoluzione della Jugoslavia.


Ricercato in Bosnia dalla forza multinazionale, caccia alla quale hanno partecipato anche i carabinieri italiani dell'Msu, è stato preso dalle forze di sicurezza serbe. L'annuncio è stato dato dal presidente Borsi Tadic. Il governo degli Stati Uniti aveva offerto un premio di 5 milioni di dollari per la sua cattura assieme al generale serbo bosniaco Ratko Mladic. Karadzic è nato a Petnjica, nel nord del Montenegro. Il padre Vuko aveva fatto parte dei Cetnici, il gruppo armato monarchico jugoslavo guidato da Dra?a Mihajlovic, che combatteva contro la resistenza partigiana comunista di Tito. Psichiatra e poeta si trasferì a Sarajevo dove nel 1989 fu tra i protagonisti della fondazione in Bosnia Erzegovina del Partito Democratico Serbo (Srpska Demokratska Stranka) che si proponeva di proteggere e rafforzare gli interessi dei Serbi di Bosnia Erzegovina.

Quando nel 1992 un referendum sancì l'indipendenza della Bosnia Erzegovina i serbi di Bosnia non riconobbero il nuovo stato e proclamarono la nascita nei territori a prevalenza serba della Repubblica Serba (Republika Srpska), di cui Karadzic divenne il presidente (13 maggio 1992). Assumendo la presidenza della Repubblica, egli divenne il comandante in capo dell'Esercito Serbo-bosniaco con il potere di nomina e revoca degli ufficiali. Egli è accusato di aver ordinato durante la guerra in Bosnia-Erzegovina la pulizia etnica di popolazioni bosniache e croate.


Dal 1996 è ricercato per crimini di guerra dal Tribunale Penale Internazionale per i Crimini nella Ex-Jugoslavia. L'Interpol ha emesso contro di lui un mandato per crimini contro l'umanità, la vita e la salute pubblica, genocidio. Karadzic ordinò di sparare sui civili durante l'assedio di Sarajevo e che diede via libera al massacro di 8.000 perone nell'enclave di Srebrenica. Nel marzo del 2003 la madre, Jovanka, lo invitò pubblicamente a non arrendersi, ma nel 2005 i leader serbo-bosniaci lo invitarono ad arrendersi e meno di un mese fa sua moglie Liljana Zelen si è unita al coro, chiedendogli di consegnarsi.

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John Voice

22/07/2008










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