Si può comprendere, ma non giustificare. Non è accettabile il gesto del dito medio alzato sull'Inno d'Italia. Un simbolo per tutta la Nazione, al Nord come al Sud. Non è ammissibile se a compiere un tal gesto di disprezzo non è un militante qualsiasi, ma un parlamentare e un ministro della Repubblica che ha giurato nelle mani del Capo dello Stato. Ad aggravare la situazione anche la discutibile affermazione sugli insegnanti meridionali. Parole gravi nel merito, ma che hanno, anche, l'effetto di dividere ancora di più il Paese. Certamente Bossi non è nuovo a provocazioni e a polemiche. Un po' tutti le hanno sempre ritenute semplice propaganda e come tali sono state archiviate. Ma quel gesto e le parole che lo hanno accompagnato non ci piacciono. Le condanniamo perché le riforme che il governo Berlusconi vuole portare a compimento riguardano tutto il Paese. Perché l'unità d'Italia non è oggetto di discussione. Perché tali atteggiamenti possono essere presi a pretesto per rinfocolare l'odio. La Lega fa parte del governo del Paese, di tutto il Paese. Camicia verde o meno, Bossi lo tenga a mente. Non può dimenticarlo nemmeno per un attimo, nemmeno con una battuta.
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21/07/2008