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Il Papa a braccia larghe. Come uno che non ha niente da ...

Il Papa a braccia larghe. Come uno che non ha niente da perdere. E solo da abbracciare. Come uno che dice sì all'esistenza. E non ha paura dei giovani. Quello che va in scena lontano da qui, in Australia, è uno "spettacolo" che i media fanno fatica a rappresentare.

Alcuni ci provano, altri lo rinchiudono negli schemi già previsti. Così ad esempio il Corriere della Sera che da un lato riduce a poche righe l'imponenza della manifestazione e dall'altro esalta il passaggio - peraltro coraggioso in un mondo dove tutti cercano invece impunità - in cui il papa chiede sia fatta anche giustizia sui crimini di pedofilia riscontrati tra le file del clero. A braccia larghe è andato ancora verso i giovani. Verso i tanti volti, le diversità delle vicende che hanno portato a quell'incontro imponente centinaia di migliaia di persone che non hanno niente in comune se non la fede o la ricerca del Risorto.
Qualche giorno fa un importante giornalista mi diceva che dai suoi riscontri pare che papa Benedetto faccia calare l'audience in tv. Può essere. Ma c'è da aggiungere: chi se ne frega. O meglio: forse nella proposta che questo Papa va facendo ai giovani e dunque al futuro del mondo, la ricerca del consenso mediatico è infinitamente meno importante di quel che si presume. È vero che manifestazioni come Sidney, per la loro stessa natura pubblica, cercano effetto anche nella comunicazione. Ma al di là delle singole notizie trascelte dalle redazioni, tutto il mondo si accorge che c'è un punto, un uomo che rappresenta il presente di una fede secolare capace ora di attrarre tanti giovani e di prenderli sul serio.
Un punto che non gioca sulla seduzione, che non si rivolge a ciò che crea facile consenso tra i ragazzi. Ma che li invita a una ricerca di autententicità che non naufraghi nel sentimentalismo di qualche slogan, o nella finta seriosità di vite "utili". Ci sono altre presenze del genere? Altri che a braccia aperte mettano in guardia i giovani da una vita veramente povera di senso - quella che in tanti adulti rende opache le esistenze e freddi gli sguardi -? Ci sono altri che non abbiano paura di dire ai ragazzi: sperate, ne avete motivo?
Questa notizia che l'uomo a braccia aperte è andato a ripetere a tanti ragazzi radunati dall'altra parte del mondo non è quella che vorremmo anche sentirci dire ogni mattina, prendendo la strada che ci porta al lavoro, ai doveri e alle incombenze della vita? Analisti esperti e perditempo variamente pagati in questi giorni si metteranno ad analizzare le eventuali sfumature dell'evento e delle parole del papa.
A noi resta impresso il significato di questo gesto di allargare le braccia, gesto che non si stanca di essere ripetuto, che non si abbatte, che non cede a tutto il tremendo che ferisce il mondo e sfregia spesso proprio i più giovani, nel viso e nell'anima. È lo stesso gesto di Chi ha avuto la Resurrezione già sperimentata nelle vene. Il meno retorico del mondo, il più indifeso e pur più forte.

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21/07/2008










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