Anzi. I dati parlano chiaro: nell'ultimo anno le vendite di dischi in vinile sono aumentate del 15 per cento. E non è finita. Ci sono artisti del calibro di Vasco Rossi, Radiohead e Amy Winehouse che pubblicano i loro nuovi lavori anche su 33 giri. Fino a Elvis Costello che ha addirittura deciso di eliminare il cd e pubblicare solo su Internet e long playing.
A pensarci bene perché si dovrebbe utilizzare un compact disc quando gli stessi brani digitali si possono vendere e comprare legalmente attraverso la rete? Il vinile, invece, offre qualcosa di più e di diverso. Offre un suono più fedele e realistico anche se destinato a un lento ma inesorabile logorio del tempo.
Non solo. Gli album musicali in vinile sono vere e proprie opere d'arte a tutto tondo. Sono tanti gli artisti che hanno utilizzato le loro copertine come mezzo d'espressione privilegiato. Un esempio su tutti Andy Warhol, re della pop art, che nel '67 ha realizzato la copertina di «The Velvet Underground & Nico».
A onor del vero il fascino del vinile non è mai tramontato. I migliori deejay utilizzano abitualmente questo supporto nelle discoteche di tutto il mondo. Piatti e puntine consentono di elaborare il suono e «mixare» le tracce con più facilità.
Senza dimenticare il cosiddetto feticismo della merce. Un album in vinile è un oggetto da collezionare, conservare con cura sugli scaffali di casa e mostrare solo agli amici più intimi. È quello che il filosofo Mario Perniola definisce «sex appeal dell'inorganico». Quella misteriosa capacità attrattiva propria solo di alcuni moderni oggetti di consumo. Ce n'è abbastanza per comprendere le ragioni legate alla rinascita del vinile, alla nuova alba di un disco che vogliamo far girare ancora.
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21/07/2008