Ciò non toglie che, proprio come l'estetista può prendersi cura del nostro viso, ad esempio, così l'onicotecnica può pensare al benessere delle nostre mani e dei nostri piedi. Ma non solo. La nuova figura professionale può essere un'occasione di lavoro per molte persone, soprattutto le più svantaggiate. Nel 2004 Claudia Naldi scrive così il primo corso di formazione professionale per onicotecnica successivamente autorizzato dalla Regione Lazio e valido per tutta la comunità europea, tuttora svolto nelle scuole regionali di estetica.
Nel 2008 grazie al contributo della FILAS, è in dirittura d'arrivo a Roma con un progetto no profit per l'apertura della prima scuola nazionale per onicotecniche diversamente abili e appartenenti a categorie disagiate (invalide civili, ragazze madri, separate con figli a carico, etc) che ottenuto il diploma artigianale di Onicotecnica finanziato dal Fondo Sociale Europeo, possono aspirare a fare impresa sostenute dalle garanzie della Unionfidi della Regione Lazio e dai bandi della Bic Lazio.
Un aspetto sociale importante, che rende ancora più forte il senso di un'estetica intesa come esternazione di valori e sentimenti che poco hanno a che fare con la nuda e cruda vanità.
Sus. Nov.
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20/07/2008