Consentitemi di tornare brevemente sugli argomenti. La scuola elementare. Se parliamo con la gente - e qui sono d'accordo con quanto ha scritto domenica su «Il Corriere» Ernesto Galli della Loggia - ci sono due linee di pensiero. "Da una parte gli italiani cattivi (per natura reazionari prevaricatori e imbroglioni) e dall'altra invece gli italiani buoni (altrettanto democratici, rispettosi della legge e attenti al bene pubblico)". In altri termini secondo quanto, tra l'altro, affermato dai girotondini di Piazza Navona, i concittadini che, nella maggioranza, hanno espresso il voto, non hanno capito nulla. Noi non saremmo una Repubblica democratica perché il voto è la conseguenza di un broglio elettorale "etico".
Non mi voglio addentrare nelle questioni politiche. Ma è evidente e macroscopico che se i nostri bambini non vengono educati nel rispetto del prossimo e non nella difesa dello interesse del "particulare", l'Italia non farà mai quel salto di qualità che le possa permettere di diventare una Nazione seria e non, come viene definita a torto dall'estero, valtagabbana. A scanso di equivoci le critiche sono sacrosante, si sperino però più costruttive!
I nostri maestri. Bisogna investire su questi, che dovranno però insegnare anche l'equilibrio e smettendo di tornare al passato, insegnando come fosse il presente. Il passato, cioè la Storia, va studiata, e bene in quanto Storia. Questa non è politica, che invece è attualità.
E veniamo all'ottimismo. Consiglio di leggere il capolavoro di Voltaire, Candide. Non vi spaventate, è un libro istruttivo e divertente, pur scritto nel '700. Certamente la situazione economica italiana, che risente della negativa congiuntura internazionale, è critica. Lo abbiamo già detto: molte persone sono vicine alla soglia della povertà. Si sta rarefacendo il risparmio del mondo borghese e operaio. Ma non siamo sull'orlo del fallimento. Bisogna agire dal lato dei costi e degli sprechi. Troppi sono i parassiti che vivono nel nostro Paese. È necessario che si lavori e si produca. Il posto, per grazia di Dio e della Nazione, non può essere garantito a nessuno. La sussidiarietà va data a chi non ce la fa da solo. Di falsi ciechi, storpi e quant'altro non abbiamo bisogno. È un retaggio del passato che va cancellato. Abbiamo necessità di avere fiducia nel prossimo che non va demonizzato se non la pensa come noi. E speriamo che torni anche la satira, quella vera, perché quando l'animo e la mente sono sereni, le difficoltà si affrontano meglio e si superano. Ma sia satira. È ottimismo questo?
Vai alla homepage
15/07/2008