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Il punto di GIROLAMO GRILLO *

La Spagna senza Verità in balia del Potere

Pochi giorni fa il Congresso dei socialisti spagnoli (Psoe) ha deliberato che la Spagna non è abbastanza laica. Dunque, via i crocifissi dalle sale pubbliche e i funerali di Stato in chiesa; si riveda la legge sull'aborto, si parli di eutanasia e di "modificare" gli accordi tra Stato e Chiesa.

Le riforme minacciate saranno introdotte "progressivamente". Forse la provocazione non sarà spinta fino in fondo. Sorge il dubbio che si cerchi di distogliere l'attenzione da quella crisi fisiologica che la Spagna, dopo anni di crescita, inizia a temere. Vecchia tattica: spostare l'attenzione su un "nemico" piuttosto che parlare dei problemi veri.
Giustamente afferma il Primate Canizares che il Psoe non propone la vera laicità, nella quale tutte le religioni sono rispettate, ma una forma di laicismo che contrasta ogni altra fede, opponendosi ad un diritto fondamentale. Il presule intuisce la teorica possibilità di una "teocrazia" laicista; come se lo Stato imponesse ai cittadini un "culto" laicista statale, una "religione" un po' misera ma "politically correct", costruita per sottrazione, ove il municipio sostituisce la Chiesa nelle cerimonie, e (nuova lotta iconoclasta) vige divieto per le immagini religiose.
Il Psoe sostiene che la religione è fatto privato; ma i cristiani hanno il diritto di uscire dalle sagrestie, vivere la fede come fatto sociale, conservare la loro cultura, senza la quale un popolo è destinato al declino. Ci si augura che Zapatero si dimostri ragionevole, come promesso dopo la vittoria; e che più attenzione si ponga a quegli aspetti di sensibilità sociale che avvicinano il Psoe ai cattolici, invece di piccoli "kulturkampf" contro quella fede a cui la Spagna deve la sopravvivenza in quanto nazione. I laicisti odierni, per attaccare la Chiesa, si appellano al "relativismo etico", negando il concetto di verità assoluta. Il miglior modo per pubblicizzare tale "dogma relativizzante" è sostenere che l'idea di una "verità assoluta" sia pericolosa, perché consona ai totalitarismi: il potere totalitario si fonderebbe sull'idea di possedere la Verità assoluta. Ma la storia dimostra il contrario. Il temuto capo della Nkvd (poi Kgb), Vishinsky, elaborò (nel '37, anno delle peggiori purghe) una brillante dottrina a parziale giustificazione del terrore che il comunismo imponeva da 20 anni.
Se ne parla in "Arcipelago Gulag" di Solzenicyn. "Vysinsky ricordò che l'umanità non potrà mai stabilire una verità assoluta, questa può essere solo relativa". Se non esiste nulla di assoluto, è il Potere totalitario a decidere cosa sia vero. Ben l'aveva capito Orwell. L'assenza di una verità assoluta lascia l'uomo in balia del Potere. Mentre i moniti del Papa contro il relativismo etico sono più che mai validi. Senza Dio, all'uomo nulla resta.
* Vescovo emerito
di Civitavecchia-Tarquinia

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13/07/2008










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