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In modo tutto sommato inatteso il clima politico (orrenda ...

In modo tutto sommato inatteso il clima politico (orrenda espressione in uso tra gli addetti ai lavori) è rapidamente tornato alle cattive ed ataviche abitudini italiane: grandi discussioni poco concludenti, profluvio di lanci d'agenzia che si richiamano tra loro, maggioranza ed opposizione che si guardano in cagnesco alla faccia del tanto sventolato "dialogo", nobile quanto fragile progetto di cui abbiamo visto il funerale prima ancora del battesimo.


Questo giornale ha scritto a chiare lettere di preferire una chiara e produttiva divisione dei ruoli: chi vince le elezioni governa, chi perde si prepara a cercare di vincere la prossima volta.
Questa suddivisione di ruoli però non deve essere interpretata in modo brutale, ma declinata con largo uso di buon senso (come avviene in molte nazioni non lontane dai nostri confini). Per intenderci: l'esecutivo manda avanti in Parlamento i suoi provvedimenti e soprattutto (funzione da noi spaventosamente sottovalutata e poco utilizzata) governa attraverso gli atti amministrativi che gli competono, mentre l'opposizione fa il suo ruolo di stimolo e critica, che può essere credibile solo se alterna consensi e dissensi, poiché nemmeno la più disastrosa coalizione politica del mondo (con buona pace del Fondatore Eugenio Scalfari) propone solo schifezze, non fosse altro che per banale calcolo delle probabilità.
segue a pag. 23

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07/07/2008










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