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Dipendenti assunti a tempo determinato, dimissionati con tanto di incentivo all'esodo e poi assunti di nuovo. All'Astral, società partecipata al cento per cento dalla Regione Lazio, il meccanismo funziona, eccome. È provato da una pratica che va avanti almeno dal 2003.
Ecco alcuni casi. Il 10 marzo 2003 l'azienda (che si occupa delle strade del Lazio) comunica all'ingegner Giovanni Torriero (area Pdl) di aver deciso (il 21 novembre 2002) di assumerlo a tempo determinato con l'incarico di vicedirettore generale con un trattamento economico di 125.468,95 euro all'anno (36.151,98 di stipendio, 89.316,98 di retribuzione di posizione legata al livello di responsabilità). Dieci mesi dopo l'Astral prepara un nuovo contratto e conferisce, sempre all'ingegner Torriero, l'incarico di direttore generale dal 23 ottobre 2003 fino al 12 maggio 2008, con una retribuzione lorda annua di 180 mila euro.
Eppure il 24 aprile 2007 (un anno prima della scadenza) l'Astral e Torriero preparano un verbale di conciliazione in sede sindacale, visto che l'ingegnere (si legge nel documento) «ha manifestato il desiderio di risolvere consensualmente il rapporto di lavoro» e «rivendica differenze di retribuzione non liquidate per il pregresso rapporto di lavoro». Dunque l'azienda regionale versa all'ingegnere una mensilità lorda (poco più di 14 mila euro). Ma non è finita perché lo stesso giorno, il 24 aprile 2007, l'Astral riassume l'ingegner Torriero come dirigente dal 1° maggio 2007 al 30 aprile 2009 con uno stipendio di 92 mila euro. Infine l'ultimo atto: il 4 febbraio 2008 l'azienda comunica a Torriero la trasformazione del suo contratto di lavoro da tempo determinato a indeterminato «quale apprezzamento dell'opera da Lei svolta nei confronti della nostra società»: la retribuzione prevista è pari a 110 mila euro lordi all'anno, a cui aggiungere un'eventuale retribuzione di risultato fino al 10 per cento dello stipendio.
Altra storia. È quella di Angelo Cacciotti (area Ds, ex caposegreteria del presidente della Regione Badaloni). L'8 febbraio 2006 viene assunto come dirigente a tempo determinato (per tre anni) con uno stipendio lordo di 130 mila euro. Il dottor Cacciotti entrerà in servizio il 15 marzo «per esigenze operative della Regione Lazio», previa autorizzazione dell'Astral. Dopo un anno e mezzo, precisamente il 9 agosto 2007, si prepara la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, effettiva dal 31 agosto dello stesso anno. «In aggiunta alle competenze di fine rapporto da Lei maturate», vengono assegnati a Cacciotti 100 mila euro (95 mila a titolo di incentivo all'esodo e 5 mila a titolo di transazione generale).
Soldi condizionati alla sottoscrizione di un verbale di conciliazione in sede sindacale (verrà firmato il 10 ottobre del 2007). Una settimana dopo la risoluzione consensuale (il 14 agosto 2007), il presidente dell'Astral Giovanni Battista Giorgi (area Ds) sigla la nuova proposta di incarico e la invia al dottor Cacciotti. Incarico che viene firmato il 15 ottobre 2007: in tutto tre anni, fino al 31 agosto 2010. Il compenso? Sessantamila euro lordi all'anno. Ma questi sono soltanto due casi di una serie più lunga (di cui daremo conto nei prossimi giorni) che riguarda sia la gestione di centrodestra (la presidenza Abodi) che quella di centrosinistra (Giorgi).
Certo gli interrogativi si rincorrono: perché l'Astral assume a tempo determinato ma, poco prima della scadenza, rescinde i contratti pagando anche 100 mila euro e, lo stesso giorno o una settimana dopo, riassume la stessa persona? Non è curioso che un meccanismo come l'incentivo all'esodo sia usato per rapporti di lavoro a tempo? Perché, piuttosto che sprecare soldi dei cittadini, non si lascia che quei contratti scadano? Chissà forse non è nemmeno un caso che il consiglio di amministrazione dell'Astral sia stato l'unico a salvarsi dai tagli previsti dalla legge Bersani: tranne un componente del Cda ben ricompensato, i consiglieri di amministrazione «cancellati» sono stati due tecnici, funzionari regionali a tempo indeterminato passati ad altre mansioni. Piove sempre sul bagnato.
Alberto Di Majo
06/07/2008