In aggiunta, nuovi venti di crisi economica sono paventati per il futuro.. In tutto questo, rimane la speranza che i sistemi decisi adottati in Campania dal governo in materia di rifiuti portino a risultati, o almeno ad una rapida inversione di tendenza, e senza arrivare ad attriti insanabili con la popolazione. È necessario che tutti si assumano le loro responsabilità, di fronte ad una situazione che ha leso l'immagine di una città come Napoli. Alla fine la nottata, come scriveva Eduardo, passerà, ma non potrà farlo da sé. È necessario che tutti aiutino il sole a tornare a splendere, e questo vale anche per la popolazione. Sembra strano che si abbia tanta paura della costruzione di un termovalorizzatore, simile a centinaia di altri al mondo e frutto di una tecnologia collaudata, quando non si obietta verso altre tecnologie con implicazioni di ben altra gravità.
Si pensi alla notizia di alcuni giorni riguardo una coppia inglese che, portatrice in uno dei due di un gene che aumenta il rischio di cancro al seno, ha deciso di ricorrere all'inseminazione artificiale eliminando poi gli embrioni portatori del gene difettoso. In particolare, sono stati ottenuti diversi embrioni, alcuni sani ed altri no; quelli sani non impiantati nella madre sono stati congelati, quelli con il gene malato sono stati eliminati, o - se si vuole - uccisi.
Va capita la situazione di una coppia in cui uno dei due ha visto, forse, madre e zie ammalarsi di tumore, ma capire non è giustificare. Nell'ipotesi di cercare il male minore, sarebbe stato un atto di umana pietà quello di congelare anche gli embrioni malati, se pure non li si voleva o poteva impiantare. Dare loro almeno una speranza, per quanto esigua; la speranza che non deve mai abbandonare un essere umano, cosciente o meno.
Si dirà, in tempi di mercatismo, che sarebbe stata una spesa inutile, o che sarebbe stato un atto illogico. Eppure, un giorno quegli embrioni potrebbero essere curati; si potrebbe trovare un meccanismo, ad esempio con le decantate "nanotecnologie", per sostituire il gene malato con quello sano. Quello che conta è il principio di rispettare la vita umana per quanto flebile sia il filo che la mantiene connessa alla speranza ed alla vita.
Alla scelta della morte, infatti, rappresentata da ogni possibile tentazione verso l'eugenetica, va contrapposta la scelta della speranza e della vita, come quella rappresentata dalla liberazione della signora Betancourt che finalmente può abbracciare la sua famiglia.
* Vescovo emerito
di Civitavecchia-Tarquinia
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06/07/2008