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Sarà un'estate di grandi manovre per la scuola italiana. ...

Sarà un'estate di grandi manovre per la scuola italiana. Sul tappeto problemi antichi, a cominciare dal precariato, e problemi nuovi e cioè la scure sui posti di lavoro del decreto fiscale. Ne parliamo con Marco Paolo Nigi Segretario Generale dello Snals-Confsal.


Parliamo delle 30.000 assunzioni in ruolo
«Il numero è del tutto insufficiente a coprire il vero fabbisogno di stabilità delle scuole e rimangono esclusi molti insegnanti che sono necessari al funzionamento del sistema scolastico. Il precariato è un'emergenza storica della scuola, che nei fatti non produce risparmi, non è conveniente dal punto di vista finanziario, ma ha in sé elementi di spreco e di diseconomia. Comunque non è possibile accettare alcuno scambio tra poche stabilizzazioni e molti tagli agli organici».
Cosa serve veramente alla scuola?
«Occorre definire un organico di istituto del personale docente e ausiliario, tecnico e amministrativo, a base pluriennale, funzionale a tutti gli insegnamenti e le attività del Piano dell'Offerta Formativa. Altra misura urgente è il superamento del doppio organico, quello di diritto e quello di fatto. Entrambi, per effetto della legge finanziaria del precedente Governo, subiranno nel prossimo anno scolastico decurtazioni che impediranno, soprattutto in alcune Regioni, di far fronte all'aumento delle iscrizioni, anche di alunni non italiani».
E i tagli previsti dal governo?
«Le misure economiche del Governo hanno al momento molti elementi di incertezza e alcune contraddizioni. Sembrano emergere decisioni di risparmio forzoso senza un orizzonte di qualità e di riflessione sugli obiettivi del servizio. Insomma: prima i tagli e poi il progetto. Bisogna arrivare con un progetto condiviso alla data del 1 settembre 2009, quando dovrebbero trovare applicazione la riforma della scuola secondaria e l'avvio dell'esercizio da parte delle Regioni delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione in attuazione del Titolo V della Costituzione».
E l'aumento delle retribuzioni?
«Il decreto legge chiede alla scuola un contributo oneroso al risanamento della spesa pubblica, senza destinare risorse per il riconoscimento economico di chi vi opera. La scuola invece ha necessità di risorse sicure: per il biennio economico 2008-2009, visto che il governo precedente ha reso disponibili per i docenti e ATA meno di 10 euro medi pro capite per l'anno 2008 e per il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici scaduto dal gennaio 2006. La decisione non può essere rimandata. Gli insegnanti hanno stipendi "da fame. Si parla tanto di merito, ma appena il 30% dei risparmi servirà ad incrementare, e solo dal 2010, le risorse contrattuali per la valorizzazione e la carriera del personale della scuola. Poche risorse e per altro vincolate all'effettiva realizzazione dei risparmi conseguiti anno per anno».
Nat. Pog.

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05/07/2008










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