L'Aifa è finita al centro di un'inchiesta che ha portato all'arresto di otto persone (fra cui due suoi dirigenti di spicco) e riguarda 30 indagati fra cui figurano il direttore generale e dei manager di punta dell'Aifa, dei manager della Bayer, della Glaxo, ricercatori e politici.
L'inchiesta fa luce su uno scambio di tangenti e regali al fine di agevolare l'immissione di nuovi farmaci nel mercato italiano e alleggerire i controlli su altri già presenti affinché «non passassero informazioni su prodotti che hanno creato situazioni di rischio per la salute, anche mortali». I prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale sono mediamente inferiori di circa il 15% rispetto agli altri Paesi europei. Fra le prove contenute nelle 700 pagine di documenti della Procura, il filmato ad opera dei Carabinieri del passaggio di denaro fra un mediatore e un alto dirigente dell'Aifa e rappresentante presso l'Emea (Agenzia Europea per i Farmaci), finito ora agli arresti, al fine di influenzare i controlli sull'Aulin.
L'Aulin è un noto anti-infiammatorio contenente la molecola nimesulide e venduto nelle farmacie italiane anche come farmaco generico. Nelle statistiche l'Italia è il Paese con il più alto consumo di nimesulide in Europa. Ciò che però molti non sanno è che questo farmaco non è stato mai approvato in Giappone o negli Stati Uniti, e che la sua commercializzazione è stata sospesa nel 2002 in Spagna ed in Finlandia dopo 66 casi di danni epatici ed un decesso, e nel 2007 in Irlanda dopo che sei pazienti subirono un trapianto di fegato.
Nel nostro Paese si sono susseguiti vari allarmi e appelli, tra cui quello lanciato nel maggio 2007 dal Convegno dei Medici Internisti Italiani e dal presidente della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, dopo i numerosi episodi di pazienti con danni al fegato e all'apparato gastroenterico causati dalla molecola nimesulide. Gli allarmi sono però rimasti inascoltati e il Comitato Scientifico dell'Emea, dopo un'analisi dei dati, ha stabilito che il profilo/rischio della nimesulide è da considerarsi comunque positivo. Secondo l'inchiesta, guidata dal giudice Guariniello e dai carabinieri dei Nas di Torino, sono decine i farmaci di cui potrebbe essere stato alterato l'iter di autorizzazione. Per l'accusa, oltre i reati contestati,si profila l'ipotesi per gli indagati di avere arrecato un danno alla salute pubblica. Secondo la Procura i rapporti di corruzione erano talmente diffusi e radicati che alcuni rappresentanti dell'Aifa coinvolti nell'indagine arrivavano ad essere pagati mensilmente dai mediatori delle compagnie farmaceutiche. Come un vero stipendio.
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05/07/2008