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Anche se non è stata subito percepita da tutti, la lettera ...

Anche se non è stata subito percepita da tutti, la lettera inviata dal Presidente della Repubblica al CSM costituisce un fatto eccezionale e di enorme portata istituzionale. Essa, infatti, ha travolto perfino le interpretazioni riduttive -come quella di Mancino- che hanno tentato di negare che il messaggio costituisse un correttivo nei confronti degli straripamenti del CSM.

In effetti, lo stesso CSM ha subito corretto il suo atteggiamento, anche se lo ha fatto solo in maniera formale. La parola "incostituzionalità" è sparita dal provvedimento adottato dal plenum sul disegno di legge per la sicurezza. Ben diverso il comportamento di Berlusconi il quale, anzi, ha dato enorme importanza alle parole del Quirinale fino al punto di vantarne un merito indiretto attraverso i due Presidenti delle Camere. Senonché, il Capo dello Stato non ha soltanto accolto "le argomentazioni di Fini e Schifani" ma ha ascoltato tutti e si è poi espresso su di un piano ben più elevato e super partes, affrontando una questione di interpretazione costituzionale dai delicatissimi riflessi.
Occorre poi aggiungere che, dal punto di vista istituzionale, la lettera costituisce un gesto di grande fermezza, visto che con essa Napolitano è intervenuto, seppure con la necessaria prudenza e attenzione, in un campo minato nel quale, dopo Cossiga -che per ciò fu quasi delegittimato-, nessuno dei suoi predecessori aveva osato o voluto mettere piede, lasciando che si consolidassero prassi non previste dalla Costituzione.
segue a pag. 19

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04/07/2008










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