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Dove va la couture? Alla ricerca dei nuovi talenti

L'alta moda a Roma Cenerentola d'Italia
Mille le ricette per cercare di rilanciarla

Katia Perrini
k.perrini@iltempo.it
Una stampella qui, un rattoppo di là. Un po' di rossetto sulle labbra, un vestito nuovo. Et voilà. Sembra (quasi) nuova. Sembra. L'alta moda, e soprattutto quella capitolina, assomiglia sempre più a un'elegante signora avanti con gli anni che vede sfiorire ogni anno di più la sua giovinezza.

La crisi, certo, si sente anche a Parigi, regina incontrastata dell'haute couture mondiale dove in passato s'è rifugiato il grande Valentino e oggi ha deciso di sfilare Giorgio Armani assestando un altro colpo alla capitale già traballante. Ma Oltralpe ci sono sempre grandi nomi, sempre meno, ma ci sono. A Roma restano i cinque big storici (e stoici). Tra mille polemiche, litigi e minacce Fausto Sarli, Renato Balestra, Guillermo Mariotto per Gattinoni e i «meneghini» Raffaella Curiel e Lorenzo Riva dalla prossima domenica saranno nuovamente sulle passerelle capitoline d'alta moda autunno-inverno 2009. Sfileranno tutti al Complesso monumentale del Santo Spirito in Sassia, luogo prescelto anche da Valentino per la sua ultima sfilata della carriera lo scorso anno. Per il resto la kermesse avrà per lo più come sede l'Auditorium di Renzo Piano.
I festaioli rimarranno delusi perché, a parte la festa di Gucci a Villa Aurelia subito dopo la sfilata (fuori calendario di Frida Giannini) e l'inaugurazone della mostra di Bottega Veneta in piazza San Lorenzo in Lucina, ci saranno poche occasioni mondane da sfruttare. E nessuna piazza storica della città vedrà modelle in pedana: «no» al Campidoglio, «no» al Pincio. Chi aveva intenzione di sognare «di straforo» dovrà attendere altri momenti e situazioni.
Per il resto, di alta moda con la A maiuscola se ne vedrà poca. Ma questa non è una novità. C'è un ritorno gradito (ma aspettiamo di vedere la sfilata per poter dire altro) di Marco Coretti. Ha preferito Parigi, invece, Susanna Liso per Le Tartarughe. C'è la mostra fotografica di Pasquale De Antonis, quella celebrativa di Mila Schon. Ancora il concorso per nuovi talenti «Who is on next» che ha già sfornato in passato qualche buon nome. Stilisti in erba arriveranno poi da Israele, Ucraina, Francia. E mentre Valeria Marini, che da Roma è passata per fare notizia con le sue collezioni di intimo sexy, si accinge a reinventarsi stilista pure Sara Varone, ex dell'ex marito di Sabrina Ferilli, già soubrette di Buona Domenica. Della serie: di tutto di più. Ma si sa e non è la prima volta, che Roma, per far numero, si ritrova ad arruolare nani e ballerine.
Fa mea culpa, il nuovo presidente di AltaRoma, Nicoletta Fiorucci. Con onestà dice che ha avuto poco tempo e che ci si sono messe di mezzo pure le elezioni con tutte le difficoltà che comporta l'avere a che fare con un nuovo governo (nazionale e locale) che si insedia. E le stesse difficoltà aveva trovato il suo predecessore Stefano Dominella e pure l'amministratore delegato Adriano Franchi che aveva traghettato AltaRoma sino alla Fiorucci. Con gli stilisti, a dire il vero, non è facile avere a che fare. Accontentarli tutti è impossibile. Ma è anche vero che, dopo il periodo d'oro dell'alta moda dalla Dolce vita in su, sembra che di rilanciare la nostra couture non importi quasi a nessuno. Così, stritolata tra il pret a porter di Milano e il Pitti di Firenze, Roma rimane la Cenerentola d'Italia. Destinata da vent'anni a questa parte a cercare di rinascere sempre dalle ceneri. E a non riuscirci mai completamente. Fin dai tempi della non compianta Agenzia per la moda. Merito comunque va dato alla Camera di Commercio per gli sforzi e l'impegno di questi ultimi anni.
«Fingo di non vedere, altrimenti dovrei scappare a Parigi - dice l'eccentrico Lorenzo Riva - Ma sono affezionato a Roma e non voglio mollare. E poi anche in Francia non sono tutte rose: ho visto sfilare roba inguardabile. Vengo a Roma sperando che l'organizzazione stavolta sia migliore». Si astrae dal chiacchiericcio il direttore artistico di Gattinoni. «Penso solo alla mia passerella e lì di sorprese ce ne saranno tante - spiega Guillermo Mariotto - la couture esiste, eccome. Non morirà finché ci saranno signore disposte a spendere per avere un abito unico, cucito su misura, secondo la loro personalità. Che non troveranno indosso e nessun'altra».
Anche Renato Balestra lamenta i pochi eventi di questa tornata di sfilate e si dice dispiaciuto che la Provincia di Roma con il suo cortile, diventato oramai appuntamento fisso estivo, sia assente. «Si fanno festival del cinema e di ogni cosa e si dimentica la moda», dice Balestra che auspica il ritorno di Donna sotto le stelle a piazza di Spagna. Per Raffaella Curiel il vero problema è che fino a pochi anni fa i giovani venivano aiutati e sovvenzionati. Ora non hanno più modo di emergere: «L'alta moda è fatta soprattutto di costi, nessuno di noi couturier è ricco. Produciamo lavoro ma non ricchezza. E non c'è nessuno che ci aiuti. Ci chiedono solo soldi». Il maestro Fausto Sarli crede che far pagare per sfilare sia invece un modo per fare selezione: «Stiamo aspettando di vedere cosa ci sia di nuovo al di là della location. Ma siamo molto fiduciosi».

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04/07/2008










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