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L'intervento di FRANCESCO ARACRI *

L'«appaltone» sulle strade danneggia Roma

Intendo riflettere sulla concessione di servizio pubblico per la gestione e manutenzione della "grande viabilità del Comune di Roma": 600 milioni per 9 anni. La Destra da sempre ha denunciato il degrado delle strade della capitale. E il centrodestra ha contestato al centrosinistra capitolino la evanescente politica in tema di viabilità, ed anche la soluzione proposta da Veltroni, la cosiddetta logica dell'appaltone.

In sostanza Veltroni voleva accorpare gli appalti delle manutenzioni stradali, e trasferire le procedure attuative dalla normativa di riferimento (quella sui LLPP) a quella disciplinante le concessioni di pubblico servizio. Un mix di dirigismo economico di impronta vetero marxista e disinvolto affarismo. Questa impostazione è stata da noi condannata poiché lascia marcire nel degrado e nell'insicurezza le periferie, massacra le P.M.I., non solo nel conto economico ma nella dignità di liberi imprenditori e cittadini. Abbandonare la P.M.I. ad un ruolo subordinato rispetto a qualche "general contractor" che punta più agli aspetti finanziari che non a risolvere il problema della viabilità a Roma, strozzando le imprese romane, è danneggiare territorio ed economia.
La nuova Amministrazione capitolina deve dare un segnale di discontinuità anche in questo settore. A seguito delle proteste non solo nostre ma di associazioni di categoria, che hanno prodotto fior di ricorsi, Veltroni non ha ritenuto di firmare la convenzione, limitandosi alla consegna delle strade al soggetto aggiudicatario, dando esecuzione all'oggetto contrattuale limitatamente a manutenzione ordinaria, sorveglianza e pronto intervento per motivi di pubblica incolumità.
L'ufficio tecnico del XII° Dipartimento titolare dell'area sorveglianza, poi, rispetto alla stipula della concessione, ha contestato una serie di inadempienze. La concessione non va firmata per i seguenti motivi: 1) giuridico: ci sono ricorsi pendenti; 2) di interesse pubblico e buona amministrazione: la concessione prevede che dei 600 milioni complessivi circa 100 siano il corrispettivo mensile fisso di una vaga "centrale di governo", mera duplicazione di attività tipiche degli uffici comunali il cui costo rimane invariato (il servizio di manutenzione stradale presso il XII° Dipartimento è rimasto intatto come organico e funzioni); 3) di oculata gestione delle risorse dedicate ai LLPP: sostenere il costo della concessione, alla luce dei debiti capitolini ereditati, costringerà l'assessore competente e il Sindaco a definanziare altre opere, minori per importo, ma rilevanti per il decoro urbano. La viabilità impatta sullo sviluppo della Capitale nonché sulla qualità della vita. In questo la P.M.I. può svolgere un ruolo importante in un quadro di regole certe, distanti dalle alchimie economico affaristiche del centrosinistra.
* Deputato An

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01/07/2008










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