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Grosseto

Operaio rumeno muore tra le fiamme

«Un Inferno, abbiamo sentito un'esplosione, poi abbiamo visto le fiamme già alte e un fumo nero, denso che avanzavano verso di noi. Speravo che tutti i miei colleghi se la potessero cavare ed invece è avvenuta la tragedia».

Il giovane operaio racconta e piange, disperato: Doru Martin, 47 anni, rumeno, è morto carbonizzato all'interno del capannone investito dalle lamiere in fiamme. Dei sei operai che lavoravano alle 13.45 nella fabbrica (sono undici in tutto), quattro se la sono cavata con tanta paura, uno, Mario Cicchiello,60 anni, di Monterotondo Marittimo, avvolto dalle fiamme mentre cercava di allontanarsi, è in gravissime condizioni ed è stato trasportato dall'elisoccorso Pegaso al Centro Ustioni di Pisa. Suo figlio, che lavorava con lui nello stesso turno, è rimasto incolume.


Le fiamme, sprigionate dall'esplosione all'interno di un trituratore, hanno attaccato subito le altre sostanze da smaltire: pneumatici, plastica, legname, carta, bombolette spray di vario tipo stoccate nel magazzino dell'Agrideco che smaltisce rifiuti speciali non pericolosi in località La Botte, nel comune di Scarlino. Si è formata una nube tossica che ha creato un allarme immedia: il fumo denso, spinto dal vento si è diretto verso alcune località vicine. Si è temuto anche per Follonica. La polizia municipale dei comuni interessati, ha allertato la popolazione perchè rimanesse in casa con le finestre chiuse. Meglio essere prudenti. I vigili urbani sono passati di casa in casa mentre i tecnici dell'Arpat erano impegnati a stabilire quanto pericoloso potesse essere quel fumo.


Dalla sede centrale della Protezione Civile di Grosseto dove l'emergenza era seguita dal prefetto Francesca Cannizzo e dal presidente della Provjncia Lio Scheggi con i vertici della sanità provinciale, si sono avute notizie tranquillizzanti nel tardo pomeriggio. «Il comandante dei vigili del fuoco - ha detto il prefetto Cannizzo - ha escluso pericoli per la popolazione». Si è tirato un sospiro di sollievo. C'era già pronto un piano per chiudere la statale Aurelia, diverse strade provinciali e alcune aziende vicine . Predisposto anche un pronto soccorso di emergenza ,con tenda mobile, per curare eventuali intossicati.


Da Follonica notizie di alcune persone che, impressionate per quanto stava accadendo e stavano vedendo, hanno accusato sintomi di iperventilazione da panico e sono dovute ricorrere alle cure del medico.
È probabile che Doru Martin, che si trovava sul «ragno», la gru che serve per caricare i materiali stoccati e avviarli verso il trituratore, abbia trovato più bottigliette spray di quante fossero previste. L'esplosione e le fiamme non gli hanno dato scampo, l'uomo è morto immediatamente. Lascia la moglie e tre figli. A dare una mano ai colleghi dell'Agrideco sono arrivati anche gli operai e le squadre per l'emergenza delle fabbriche vicine. La situazione è tornata normale verso le 18.


Immediata l'apertura di un'inchiesta da parte della magistratura grossetana mentre i tecnici della Medicina del Lavoro dell'Asl 9 sono impegnati a valutare se le misure di sicurezza messe in atto dall'Agrideco rispettavano la normativa su questo tipo di lavoro.
 

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Giancarlo Capecchi

27/06/2008










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