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Casa, 25 mila alloggi per la sfida Capitale

Trentamila famiglie a Roma sono in graduatoria per ottenere un alloggio popolare. Famiglie con un reddito inferiore a 20.000 euro che non sono in grado di affittare una casa agli attuali prezzi di mercato, tanto meno di acquistarla.

Il centro di Roma Di queste, alcune sono fuori casa da almeno quattro anni e quindi hanno il massimo dei punti in graduatoria (10), altre sono sotto sfratto, altre ancora, la maggior parte, non hanno mai avuto una casa, non sono state sfrattate e quindi hanno punteggi bassi e poca speranza di ottenere un alloggio popolare. A fronte di tutto ciò, nel 2007 la Capitale è stata in Italia la città con il più alto numero di sfratti eseguiti con la forza pubblica, ben 1.767, l'80% dei quali per morosità. E come se non bastasse, l'Istat ha verificato lo scorso anno la presenza di 200.000 alloggi non utilizzati da persone residenti. Numeri di quella che è una vera «emergenza abitativa», affrontata in questi anni dall'amministrazione capitolina con provvedimenti di vario genere che l'hanno solo in parte tamponata.


Si guarda ora al futuro con la prospettiva di un piano-casa che prevede la realizzazione di 25.000 nuovi alloggi, non solo popolari, ma anche per affitti a canone agevolato e mutui con diritto di riscatto, da realizzare entro i prossimi cinque anni. Una risposta concreta alla «fame» di case, ma l'incognita sui tempi e sull'effettiva realizzazione resta. E nel frattempo? È opportuno partire dai dati per capire la dimensione dell'«emergenza» e rispondere alla domanda. Il primo che balza agli occhi sono le 30.000 famiglie in graduatoria per ottenere un alloggio popolare. Accanto ad altre 2.000, il dato è dell'Unione Inquilini di Roma e Lazio, che hanno uno sfratto esecutivo.


Nella capitale, infatti, si viaggia sulla media di 9 famiglie sfrattate al giorno e un totale di 11.947 provvedimenti esecutivi eseguiti negli ultimi cinque anni con la forza pubblica. Fa effetto conoscere il numero di appartamenti sfitti nella Capitale: 200.000 secondo l'Istat, 150.000, nel 2005, secondo il Comune. «Dato - spiega tuttavia Massimo Pasquini, segretario dell'Unione Inquilini di Roma e Lazio - che deve essere depurato delle seconde case, dell'appartamento occupato con contratti in nero, di quelli di rappresentanza o similari. Quindi, a mio dire, le case realmente sottratte al mercato sono circa 60.000, comunque sufficienti ad affrontare la precarietà abitativa di molte famiglie romane». Ma come si è arrivati ad una simile emergenza? È ancora Pasquini a dirlo: «Dal 2003 in poi Roma ha visto la vendita di circa 70.000 alloggi da parte di enti previdenziali pubblici, di enti privatizzati, società bancarie e assicurative che hanno fatto venire meno un polmone importante di alloggi a canone di legge.

Per esempio la vendita degli alloggi di enti previdenziali pubblici ha significato, per Roma, averne 800 in meno all'anno disponibili per l'affitto a sfrattati». Il mercato immobiliare non ha contenuto il problema: Roma è al primo posto in Italia per il caro affitti con canoni mensili (dati Nomisma) raddoppiati dal 2000 a oggi mentre le domande per il Fondo di sostegno all'affitto hanno superato quota 23mila, di cui meno della metà vengono soddisfatte. Capitolo istituzioni. Quello che è stato fatti in questi anni, purtroppo, assomiglia di più ad una goccia nel mare. Si sono firmati accordi tra Comune e Regione perché i privati cedano al Comune i propri alloggi, sono state consegnate case popolari (poche rispetto alle reali esigenze), è stato varato un piano casa (20.000 nuovi alloggi in più), e sono stati fissati nuovi criteri, non ancora in vigore, per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Con la nuova delibera, in pratica, le graduatorie verranno stipulate tenendo conto di tutte le situazioni di disagio (e non solo di chi aveva uno sfratto esecutivo), come il reddito, l'età, l'eventuale disabilità, il numero delle persone in famiglia. Entro il 2009 potranno così essere assegnati altri 3.778 alloggi popolari. Numeri ancora una volta ben al di sotto delle reali necessità.

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Damiana Verucci

26/06/2008










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