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Un bodyguard dell'entourage di Vasco Rossi, un poliziotto in servizio a Roma, tre albanesi e due marocchini sono stati arrestati dalla Procura di Bologna, su ordinanza del Gip Michele Guernelli, per reati legati al traffico di cocaina.
Danilo D'Alessandro, milanese, 45 anni, cognato della rock star, è stato prelevato questa mattina a Venezia, dove è in corso il tour di Vasco Rossi, e attualmente si trova agli arresti domiciliari a Bologna. A suo carico c'è l'accusa di detenzione ai fini di cessione a terzi di modesti quantitativi di cocaina. Il suo nome viene fuori dall'ascolto di alcune telefonate intercettate dagli uomini della squadra Mobile di Bologna. Nelle conversazioni gli indagati nominavano un certo 'Roccià, soprannome di D'Alessandro. Tutte le ordinanze di custodia cautelare, chieste dai Pm Valter Giovannini e Lorenzo Gestri, sono state eseguite questa mattina.
Nell'abitazione di un albanese, sono stati trovati 500 grammi di cocaina. Negativa, invece, la perquisizione a casa del bodyguard. I Pm Gestri e Giovannini, che «mantengono uno stretto riserbo sulle indagini e non nascondono un certo fastidio per la fuga di notizie», precisano che «il signor Vasco Rossi risulta completamente estraneo alle indagini e tale circostanza è stata evidenziata anche nell'ordinanza del Gip».
A carico di D'Alessandro ci sarebbe l'acquisto, in sette, otto occasioni, di un totale di 25 grammi di cocaina. In manette è finito anche un poliziotto in servizio a Roma: a suo carico i Pm ipotizzano la detenzione in concorso con altri di sostanza stupefacente, ma anche la corruzione. L'agente, arrestato dai colleghi di Bologna, avrebbe ricevuto un compenso in denaro, qualche migliaio di euro, per attivarsi affinchè venissero rilasciati permessi di soggiorno ad albanesi irregolari. Passaggio di denaro che sarebbe avvenuto proprio a Bologna.
«La verità dei fatti, prima ancora di ogni considerazione, e le stesse conclusioni della Procura di Bologna, sul punto peraltro fatte proprie dal Gip, escludono qualsivoglia coinvolgimento di Vasco Rossi, risultato totalmente estraneo alla vicenda che vedrebbe coinvolto in un ruolo marginale uno stretto collaboratore dell'artista» ha precisato l'avvocato Guido Magnisi, legale storico della rock star. «Mi risulta, infatti, che gli stessi inquirenti hanno, con grande correttezza e pubblicamente, dato atto della assoluta estraneità di Rossi, anche al fine di evitare gratuite e calunniose speculazioni diffamatorie - ha spiegato il legale - Da parte del cantante, in questo momento, la fiducia certa che i magistrati potranno ben presto chiarire la posizione processuale della persona coinvolta, restituendolo presto alla libertà».
D'Alessandro, legato alla sorella della compagna del cantante (quindi non cognato, come invece scritto in un primo momento), è difeso dall'avvocato Aldo Savoi Colombis del foro di Bologna.
Se a suo carico c'è l'accusa di detenzione per cessione di modesti quantitativi di cocaina, la droga veniva spacciata in gran quantità dagli albanesi ed acquistata dai magrebini di origine tunisina che poi la vendevano al dettaglio sul mercato bolognese.
Il poliziotto arrestato, in servizio a Roma al ministero dell'Interno, si chiama Carmelo Cagnolo e ha 36 anni.
È indagato per detenzione illegale di cocaina in concorso con D'Alessandro e corruzione. Secondo i magistrati avrebbe ricevuto 7.000 euro per attivarsi perchè venissero rilasciati permessi di soggiorno agli albanesi finiti in carcere. Delle sette ordinanze di custodia cautelare due non sono state eseguite per irreperibilità, entrambi ricercati.
25/06/2008