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Il bilancio della Capitale finisce sotto inchiesta. Un'indagine relativa all'indebitamento complessivo del Comune di Roma, compreso il ricorso allo strumento dei «derivati», è stata infatti già avviata dalla Corte dei Conti.
In una lettera indirizzata al sindaco Alemanno il 27 maggio scorso, ma resa nota soltanto ieri, il presidente della sezione regionale di controllo per il Lazio, Vittorio Zambrano esprime tutta la sua preoccupazione sullo stato delle casse capitoline. E va oltre. «Analogo specifico interesse quest'organo di controllo nutre per le società partecipate - si legge - il cui andamento non sempre virtuoso suscita viva preoccupazione, tanto da ispirare alla centrale sezione di coordinamento, la programmazione di un'indagine a rete sull'intero territorio nazionale». È questo l'ultimo colpo di scena sui conti in rosso del Campidoglio che, dopo giorni di conti e verifiche, conta ora una cifra sicura: 9 miliardi e 762 milioni di euro in due anni.
Inizia così la fase più difficile per la giunta Alemanno, quella del risanamento delle casse comunali. «E' una situazione ingestibile, che può essere corretta solo con un grande intervento riformistico in una logica di federalismo fiscale - ha commentato Alemanno ieri, riferendo al Consiglio comunale - Se non fosse stato per il governo non saremmo stati in grado di pagare neanche gli stipendi». L'emergenza infatti sta tutta nella liquidità, «sostanzialmente azzerata - si legge nella realzione del dipartimento ragioneria dello Stato del Ministero dell'Economia - a fronte di spese obbligatorie per il periodo giugno-luglio di oltre 400 milioni di euro».
Un'emergenza scongiurata grazie al «prestito» ponte deciso dal Consiglio dei Ministri di 500 milioni di euro e dallo sblocco dei crediti che il Comune vanta nei confronti della Regione Lazio di circa 1,4 miliardi di euro. Ridato fiato alle casse capitoline, inizia ora la programmazione economica per il risanamento del bilancio. Il neo commissario Alemanno, sarà affiancato da tre subcommissari, scelti tra magistrati ordinari, contabili e amministrativi, dirigenti della Ragioneria generale dello Stato e uno tra gli appartenenti alla cariera prefettizia o dirigenziale del ministero dell'Interno. Il piano di rientro del deficit dovrà essere presentato entro il 30 settembre. In tal modo, slitteranno di tre mesi il rendiconto di bilancio 2007 e l'assestamento.
Tra i poteri conferiti al sindaco la proprietà demaniale. «Non vi sarà alcuna svendita degli immobili comunali» assicura Alemanno che, al termine di una giornata tesa con l'opposizione, risponde agli attacchi, svelando che «i dati del bilancio sono stati occultati negli anni dalle ammiministrazioni di centro-sinistra guidate da Francesco Rutelli prima e Walter Veltroni. Molte delle cifre presenti nel rapporto della Ragioneria generale dello Stato - ha spiegato Alemanno - non erano desumibili dai documenti forniti dal Comune e questo non poteva non generare l'interesse della Corte dei Conti, che deciderà i provvedimenti da prendere. In questi anni - ha sottolineato il sindaco - la città non è cambiata nella struttura della realtà istituzionale né dal punto di vista socio economico. Noi riusciremo a cambiare il volto di questa città, attraverso i poteri speciali e la grande riforma del federalismo fiscale».
Susanna Novelli
20/06/2008
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