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Un'operazione lampo. Il Consiglio dei ministri ieri ha varato la manovra economica triennale e i provvedimenti collegati. Contraddicendo una consuetudine che vede da sempre la Finanziaria dominare il panorama politico autunnale, il governo ha voluto imprimere un'accelerazione.
Prima nel pomeriggio l'incontro rapido con le parti sociali, sindacati e Confindustria, ai quali ha consegnato solo alcune linee del documento, poi in serata la riunione dei ministri ancora più veloce, circa quaranta minuti e l'approvazione dei testi «in nove minuti» come ha riferito il ministro Tremonti. La Finanziaria è da 34,8 miliardi in tre anni (13,1 l'anno prossimo, 7,1 nel 2010 e 14,6 nel 2011).
Berlusconi al termine della riunione ha confermato l'obiettivo del pareggio di bilancio per il 2011 e ha spiegato che il piano triennale si compone di un disegno di legge, di un decreto legge e del Dpef, il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria. Si dice «orgoglioso del risultato dopo un duro lavoro durato un mese».
«Avevamo due strade: mettere le mani in tasca agli italiani o ridurre la spesa. Abbiamo scelto questa seconda linea chiedendo ai ministri di fare dei sacrifici». Il premier conferma che c'è «un relativo incremento del prelievo fiscale nel settore bancario, assicurativo e petrolifero che avrà una destinazione sociale». Il ministro dell'Economia Tremonti sottolinea la velocità dell'operazione. «Mi ricordo di discussioni interminabili, testi sterminati, che duravano 9 mesi su 12. Ora cercheremo l'approvazione entro l'estate». Poi spiega che «la manovra si compone di 100 articoli e non c'erano alternative alla riduzione della spesa pubblica perchè un aumento delle tasse non è sostenibile per il Paese». Quindi annuncia la creazione di un Fondo di sostegno alle persone anziane e deboli «per acquisti di prodotti di base alimentari ed energetici». Ci sarà una carta prepagata che gli anziani riceveranno con la pensione alle Poste, che servirà ad avere sconti sulle bollette energetiche e sugli acquisti di beni alimentari. «Stiamo definendo un sistema - ha spiegato Tremonti - per il quale con una carta prepagata una persona possa acquistare in assoluta riservatezza beni alimentari scontati».
Uno dei provvedimenti fondamentali della manovra è la Robin tax. Tremonti ha spiegato che la Robin Tax «riguarderà le valutazioni di scorte dei magazzino, l'entità dei diritti minerari e altre voci di carattere tecnico. Nella scorsa finanziaria - ha proseguito - il Governo Prodi ha fatto un regalo alle società portando l'aliquota dal 33 al 27%. Noi abbiamo scelto di riportare, attraverso un'addizionale specifica, al 33% l'aliquota per le industrie del settore petrolifero».
Novità ci saranno anche per le imprese. «Abbiamo eliminato tutti i vincoli propri di uno Stato occhiuto e lontano dalla realtà viva del lavoro» ha detto Berlusconi.
Da Palazzo Chigi è anche arrivata la smentita dell'introduzione di ticket aggiuntivi per l'assistenza sanitaria. Sarà invece ridotto il costo delle prestazioni sanitarie a favore dei cittadini neocomunitari che attualmente usufruiscono di prestazioni più favorevoli rispetto a quelle del paese di provenienza.
Nel Dpef c'è una delega per il federalismo fiscale, per Roma capitale e per il Codice delle Autonomie.
Governatori, presidenti di Province e sindaci hanno insomma ottenuto alcuni sconti rispetto alla scure ipotizzata inizialmente: la manovra passa infatti da 360 a 310 milioni di tagli per le Province e da 1.540 a 1.340 milioni di tagli per i Comuni, 50 milioni in meno verranno tagliati alle prime, 200 milioni ai secondi. Nonostante questo il presidente dell'Anci, l'Associazione dei comuni italiani, Leonardo Domenici, non è apparso soddisfatto: «il confronto resta aperto e numerosi rimangono i punti interrogativi», ha detto.
Critiche sono venute dall'opposizione. Per Bersani del Pd, si tratta di misure «demagogiche che non affrontano il cuore del problema sociale rappresentato dalla perdita di potere d'acquisto di salari e pensioni».
Laura Della Pasqua
19/06/2008
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