Tanto è che
l'Europa, nel recente passato, ha comminato multe per gli
agricoltori (valga per tutti l'esempio del latte) che
producevano oltre il tetto che era stato loro indicato. La
regola europea è quella di stabilire, ad esempio, quanto
latte va prodotto in Italia con il risultato che, nel
nostro Paese, su tre cartoni consumati uno è di
importazione. E che dire di frutta e verdura gettate al
macero? Tutto questo contrasta con le immagini che
appaiono, sui media, di bambini, con grandi occhioni
imploranti, che tendono la ciotola. Ora poi si viene a
sapere che in Cina manca il riso, addirittura razionato in
Gran Bretagna. E, l'agricoltura, la cenerentola dei fattori
produttivi torna ora agli onori della cronaca, perché in
modo miope è stata scarsamente considerata. Bene ha fatto
in sede europea il Ministro Zaia (foto) a denunciare
l'errata politica perseguita. Bisogna ripensare
all'atteggiamento da tenere nei riguardi dell'agricoltura.
Anche il mondo bancario deve fare la sua parte e, sia detto
per inciso, qualcuno ci sta tentando. L'agricoltura, a
differenza degli altri settori merceologici ha una sua
specificità ed è con la specificità che bisogna offrire
prodotti e servizi per soddisfare i bisogni. I bisogni
della agricoltura non costituiscono bisogni dettati dallo
egoismo personale bensì dall'interesse generale. Una
agricoltura moderna efficiente legata al territorio da
valorizzare può rappresentare una risposta ad una
globalizzazione selvaggia. La nostra agricoltura è composta
da tante micro aziende che devono crescere. Sono per lo più
aziende a caratteristica familiare, caratteristica che non
si vuole eliminare, ma sostenere. L'azienda che cresce non
si defamiliarizza, tutt'altro attrae. Territorio e famiglia
sono due concetti che, in agricoltura, marciano in
simbiosi. L'Italia è un Paese dalle grandi risorse naturali
che attraggono il turismo. Questo, anche attraverso
l'attività agricola - l'agriturismo - può essere fortemente
incrementato. Con grandi vantaggi sia economici sia di
immagine della quale il nostro Paese ne ha un gran bisogno.
L'agricoltura non è più una attività da paese
sottosviluppato. Tutt'altro. Rappresenta il futuro.
Ricordiamocelo.
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10/06/2008