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Il reato di clandestinità

La strategia dei due pesi non s'addice a Onu e Vaticano

Sono contrario al reato di clandestinità, mi piace di più che al reato commesso si aggiunga l'aggravante. Certo il reato che divide Maroni dal Presidente del Consiglio è già in vigore in molti paesi europei come Francia e Germania. Preferisco che vengano colpiti duramente coloro che vengono in Italia per compiere reati, su questo sono certo che nella maggioranza e nelle diverse opposizioni c'è comune volontà ad intervenire.

Non tollero però un'ipocrisia, una contraddizione, un pregiudizio sulla materia.
Le parole del Commissario dell'Onu sui diritti umani e l'immigrazione, al pari di quelle del segretario generale della Pontificio Consiglio per i Migranti, sono state dure e ferme nei confronti della sola ipotesi presente nel Dl del Governo. Quella proposta dovrà essere ancora discussa dal Senato e poi dalla Camera, solo alla fine dell'iter si capirà se le posizioni contrarie delle diverse opposizioni e del Premier avranno avuto la meglio rispetto alle idee di Maroni. La critica di Onu e Vaticano è apparsa preventiva e un poco assurda. Infatti c'è da chiedere quando mai verso la Francia, dove esiste quel reato, o verso la Spagna dove si spara sui barconi di immigrati, si siano levate medesime e autorevoli voci di protesta.
Parliamo di un organismo che raccoglie le Nazioni Unite e del Segretario Generale di un 'Ministero' Vaticano, non di due commentatori occasionali. Confidiamo che lo siano almeno per le vicende dell'intero mondo occidentale ed europeo, ma proprio i richiami dei giorni scorsi ci fanno sorgere qualche dubbio. Equanimità di valutazione imporrebbe che gli uni e gli altri tracciassero una chiara linea verso le legislazioni sull'immigrazione di tutti i Paesi e non solo si fermassero a dare contributi, a volte minacciosi, verso il lavoro del Parlamento italiano. Lo ripeto, sono contrario al reato di immigrazione clandestina, penso che persino l'Anm abbia ben evidenziato gli effetti perversi che si introdurrebbero in Italia, aumento dei carcerati e allungamento dei tempi processuali. Quindi non è il merito delle critiche che contesto, ma è il solo intervento verso il nostro Paese che mi appare originale, se consideriamo che il procedimento legislativo è appena a inizio percorso.
I clandestini che vengono in Italia sono più deboli di quelli massacrati al largo delle coste spagnole? I clandestini francesi sono più delinquenti di quelli italiani? Suvvia, un minimo di obiettività è indispensabile per chiunque, soprattutto se non si vuol cadere nelle strumentalizzazioni di coloro, attori della politica italiana, che criticano tutto per non cambiare nulla. E questo, francamente, sarebbe inaccettabile, per ogni uomo politico italiano responsabile. Nel Parlamento italiano ci sono sensibilità ed energie di tutti gli schieramenti, non pregiudiziali, ma consapevoli dei maggiori danni rispetto alle utilità del reato proposto da Maroni. Fidiamoci del Parlamento e non spariamogli addosso, ancor prima che inizi la discussione.
* deputato Udc

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08/06/2008










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