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Varietà Inizia la loro stagione che dura tutta l'estate Sono dissetanti e costituiscono un serbatoio di vitamine

Il tempo delle Pesche

Cristiano Carocci



Secondo una leggenda, la coltivazione della pesca non è appannaggio di un contadino, ma di un pescatore che trovò nella pancia di un grosso pesce uno strano nocciolo; lo interrò davanti alla sua capanna ed in primavera l'albero fiorì e poi produsse il frutto cui venne dato il nome di pesca, in omaggio alla provenienza.

Testimonianze meno favolistiche, invece, ci raccontano che la pesca proviene dalla Cina dove è considerata simbolo dell'immortalità; a prova di ciò, nel 1977, venne ritrovato il corpo della moglie del marchese di Tai perfettamente intatto e risalente al II secolo a.C. Nella tomba insieme al cadavere vi era una ciotola di pesche. Infatti una leggenda cinese dice che le pesche mangiate «in tempo» preservavano il corpo dal deteriorarsi. La pelle vellutata delle gote dei bambini è notoriamente paragonata alla pesca e ciò sembra ricordare, ancora oggi, che nell'antico Egitto il frutto era consacrato ad Arpocrate, dio del silenzio e dell'infanzia. A Roma, dove arrivò intorno al I secolo d.C., i Romani usavano chiamare questo frutto mala persica, cioè mele persiane.
Nel Lazio la produzione varia secondo le cultivar tra maggio e settembre e si concentra a Scandriglia e dintorni (Rieti), a Palombara Sabina in provincia di Roma e nelle zone di Fondi e Terracina (Latina). La buccia sottile e vellutata nasconde una polpa tenera, dolce e succosa: proprio queste qualità organolettiche hanno fatto sì che alla pesca siano sempre stati attribuiti poteri afrodisiaci e in Francia una varietà è conosciuta come «seno di Venere». Il grande chef George Auguste Escoffier dedicò alla soprano australiana Helen Portel Mitchell una particolarissima preparazione, la «Pesca Melba», ormai entrata nella cucina internazionale. Melba era il nome d'arte che la cantante aveva scelto per ricordare la sua città natia (Melbourne). Escoffier l'ascoltò in una interpretazione del Lohengrin di Wagner, rimanendone estasiato; la sera successiva, racconta lo chef, ripensando all'opera fece servire alla cantante ed alle persone con cui stava cenando «delle pesche disposte su di un letto di gelato alla vaniglia, all'interno di una coppa d'argento incastrata tra le ali di un superbo cigno scolpito in un blocco di ghiaccio e ricoperto da un velo di zucchero filato». Solo nel 1899 in occasione dell'apertura del Carlton a Londra comparì per la prima volta in un menù la «Pesca Melba», seguendo la tradizione di legare nuove ricette al teatro ed alla lirica.
In epoca moderna, oltre al gusto, è necessario però porre attenzione alle caratteristiche nutrizionali dei cibi e la pesca è promossa a pieni voti. Questo frutto infatti ha un basso apporto calorico, solo 28 calorie per etto, contiene vitamine C, A, B1, B2, PP, svolge azione dissetante, diuretica e contribuisce a regolare le funzioni intestinali stimolando la secrezione dei succhi gastrici. Essendo ricca di antiossidanti, alla pesca sono riconosciuti effetti benefici e preventivi rispetto ai disturbi cardiovascolari. Un frutto bello come la pesca non poteva non trovare applicazioni anche nella cosmesi: ecco, dunque, che la sua polpa si usa per la preparazione di creme, maschere rinfrescanti per il viso, oli da bagno, saponi mentre il succo serve alla produzione di lozioni che attenuano le macchie cutanee. In generale la pesca ha sulla pelle un'azione idratante e addolcente, con un leggero effetto esfoliante. Le pesche si distinguono in vellutate a pasta gialla o bianca, glabre dette nettarine (pesca-noce) e percoche, frutti adatti alla preparazione delle cosiddette pesche sciroppate. Nella scelta del frutto vanno evitati i pezzi molli e che presentano ammaccature; inoltre, si deve rammentare che le pesche continuano a maturare anche dopo la raccolta e, quindi, vanno conservate in frigorifero in un sacchetto di carta da pane (quelli marroni, per intendere) che trattengono l'umidità e l'etilene, un gas naturale che stimola proprio la maturazione.

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08/06/2008










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