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«Ribadiamo che il cibo non può essere usato come strumento di pressione politica ed economica».
La dichiarazione finale del vertice Fao si apre con un documento programmatico e di principi che mette in chiaro come nessun Paese possa utilizzare il cibo per rafforzare il suo potere, sia in campo politico sia in campo economico.
Allo stesso modo, nella dichiarazione finale si definisce senza mezzi termini «inaccettabile» che «862 milioni di persone nel mondo siano ancora oggi denutrite».
La dichiarazione affronta anche i temi caldi del vertice. Sul commercio agricolo, che è stato il tema su cui sono sorti i maggiori problemi durante la trattativa (soprattutto per le eccezioni sollevate da Argentina, Cuba e Bolivia), si afferma che «si deve ridurre al minimo l'uso di misure restrittive che possano aumentare la volatilità dei prezzi sui mercati internazionali».
Poi il tema dei biocarburanti: «È essenziale indirizzare le sfide e le opportunità che il biofuel offre verso la sicurezza alimentare mondiale, l'energia e le esigenze di sviluppo sostenibile. Siamo convinti che siano necessari studi approfonditi per assicurare che produzione e uso di biocaruranti siano sostenibili e tengano conto della necessità di raggiungere e mantenere la sicurezza alimentare globale».
Ma il vertice è stato segnato segnato da polemiche e disaccordi sulle risposte da dare all'emergenza fame. L'annuncio della dichiarazione finale, poi acclamata, è giunta dopo più di un rinvio. Ma alla fine sono stati stanziati 8,095 miliardi di euro per fronteggiare la crisi alimentare. E nono stante tutto in molti sono rimasti scontenti.
L'Italia ha scelto la linea della concretezza: nuovi fondi subito nel medio periodo e proposte operative che coinvolgono innanzitutto l'Europa. Strategie che vogliono fare del G8 2009 un punto fermo nella lotta alla povertà. Ma i risultati della tre giorni della Fao non soddisfano il governo. Il documento finale è «deludente rispetto alle premesse», ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini. La dichiarazione finale, ha osservato il titolare della Farnesina, «purtroppo è stata molto diluita rispetto alle ambizioni iniziali». E poi se i leader mondiali non riescono a mettersi d'accordo almeno per evitare gli sprechi «questo mi preoccupa...». Il ministro ha chiarito che l'Italia intende fare «da subito la sua parte»: aumento degli aiuti umanitari da 60 a 190 milioni di euro nel 2008, almeno 30 dei quali disponibili immediatamente per emergenza e sviluppo; 3 miliardi di euro nei prossimi sei anni al Fondo di sviluppo dell'Unione europea, 200 dei quali per progetti agricoli.
06/06/2008
Una delle due ragazze in bikini che hanno invaso il campo degli azzurri durante l'allenamento a Coverciano. Le protagoniste dell'inconsueto fuori-programma sono una italiana e l'altra venezuelana , accreditate per la trasmissione di Italia 1, Lucignolo