Un
coro pressoché unanime quello degli studenti riuniti ieri
in assemblea, e ribadito da mille striscioni e volantini:
«Dimissioni subito». Ma lui, a far da bersaglio, non ci
sta.
Preside, lascerà il suo incarico?
«Certo che
no. Dimettermi sarebbe ammettere delle responsabilità che
non ho. Ricordo che sono stato eletto per la terza volta
con largo consenso dei miei colleghi».
Era il caso di
ospitare quel convegno nella sua facoltà?
«Vede, uno
studente mi ha chiesto l'autorizzazione per questa
iniziativa, a cui sapevo avrebbe partecipato Fiore, in
qualità di europarlamentare. C'erano anche altri esperti.
Non è il primo convegno su questo tema che ospitiamo, e
tutto si è svolto nel migliore dei modi. In questa facoltà
si studia la storia, è normale che si trattino argomenti
simili».
E poi cos'è successo? Come è andata con Frati?
«Ho comunicato al prorettore della tensione che si
respirava e gli ho detto che se avesse ritenuto opportuno
revocare il convegno sarei stato d'accordo».
Parteciperà alle iniziative degli studenti, come
l'assemblea di questo pomeriggio (ieri, ndr)?
«No,
diventerebbe un processo e questo rischierebbe di acuire la
tensione, portando magari ad altri episodi difficili. E non
voglio che accada».
Gab. San.
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29/05/2008