Ma proprio per aver visto le nostre strade trasformarsi in campi di battaglia vorremmo che la questione non fosse circoscritta solo a un problema di teppismo e dunque di polizia. Può non bastare. Quello che arriva dalla Sapienza a Roma è un segnale da non sottovalutare. Tutto prende spunto da un convegno negato a un gruppo di estrema destra. Un movimento politicamente isolato, ma pur sempre legittimo e, fino a prova contraria, legale. Poi gli scontri di ieri. Non una semplice rissa, ma la riproposizione di vecchi schemi che pensavamo appartenessero al passato. Così un esponente di Rifondazione, consigliere comunale, detto Tarzan, si è lasciato andare a bellicose promesse di vendetta. Speriamo sia solo uno sfogo dettato dalla concitazione del momento. Ma, sinceramente, abbiamo dei dubbi.
Il fatto che elementi marginali della destra e della sinistra non si sentano rappresentati in Parlamento potrebbe suggerire a qualche testa calda di usare la piazza come vetrina.
Di non credere nei partiti che dall'opposizione e dal governo, locale o nazionale, svolgono la loro funzione istituzionale. Che destra e sinistra si alternino alla guida della nazione o di una città è un fatto normale, deve essere un fatto normale come in tutto l'Occidente. Così sono stonate, e anche pericolose, le letture che da sinistra vengono date alla situazione politica, quasi il Paese fosse ripiombato in una dittatura fascista che non solo legittima, ma perfino incoraggia squadracce di piacchiatori. Siamo seri. C'è uno schieramento democratico che ha vinto le elezioni, che ha saputo raccogliere il consenso degli elettori. Gridare all'allarme democratico è una mascalzonata. Non solo nei confronti dell'avversario, ma degli italiani. Perché può favorire un clima di intolleranza e di odio che dobbiamo assolutamente evitare. Per questo spetta alle forze responsabili alzare la guardia. Non correre dietro a piccole polemiche, a ritorsioni dialettiche. La situazione può sfuggire di mano. E distinguere la ragione dal torto, l'aggressore dall'aggredito sarà impossibile. Allora, proprio per limitare la questione a quattro imbecilli, da punire, le forze politiche facciano uno sforzo comune. Spengano ogni focolaio di tensione con un atteggiamento comune di condanna, come ha fatto il sindaco di Roma, senza se o ma. Senza cercare un colore di prossimità a cui concedere maggiore simpatia. Quando parte una spirale di scontri, ritorsioni, vendette, può essere drammaticamente difficile venirne a capo. Perchè gli estremisti non sentono ragioni, sono accecati dal colore del nemico da combattere. Grazie al cielo l'Italia non è in questa situazione. Forse e lo speriamo tutti, gli incidenti di Roma, sono solo un episodio. Ma è bene togliere spazio a chi usa o predica violenza. Meglio non rischiare.
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Giuseppe Sanzotta
28/05/2008