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Il Tempo delle parole

Chiaiano chiama Roma Il Palazzo risponde

Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle che ruotano intorno alla sicurezza... sociale, culturale e stradale.

SICUREZZA /1

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni è andato giù duro: "Non ci sarà dialogo con chi usa le molotov", riferendosi ai fatti di Chiaiano.

Questa volta, infatti, il governo non può tirarsi indietro (discariche segrete e ricorso estremo ai militari). La legalità e la sovranità dello Stato devono essere garantite ovunque, in primis nel Sud. Se le istituzioni cominciano subito ad arretrare, finiscono male. Anche perché dietro gli scontri sui rifiuti c'è il sospetto (più che un sospetto) che si sia infilata le camorra e che anche l'estrema sinistra, diventata extraparlamentare, soffi sul fuoco (il famoso "schema cileno" sempre pronto: da una parte la piazza democratica e dall'altra il dittatore "fascista"). Il capo della polizia si chiama Manganelli? Usiamoli contro chi viola le regole.

SICUREZZA /2

La "sindrome veronese" è arrivata a Roma. Un raid razzista (bulli con passamontagna e svastiche) ha seminato il panico, con pestaggi e negozi distrutti nel quartiere del Pigneto, la borgata amata da Pier Paolo Pasolini. Ora la grancassa mediatica del "politicamente e culturalmente corretto" si agiterà. La tesi è scontata: questi atti sono il frutto estremista della svolta a destra, tornata al governo, con il vessillo della lotta all'immigrazione, dell'intolleranaza e xenofobia. E, come se non bastasse, è stato aggredito perfino un gay. Ma il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è mosso con rapidità ed è andato immediatamente sul luogo del raid, per manifestare la sua solidarietà alle vittime e impedire strumentalizzazioni. Per la sicurezza nei quartieri romani, per scongiurare faide a 360 gradi, ci vogliono poliziotti di quartiere e vigili "armati". Non ronde "fai da te".

SICUREZZA /3

Per favore non chiamiamoli più incidenti. Già la parola dà fastidio. Chiamiamoli per quello che sono: omicidi volontari (e non colposi). Basta con le sanzioni amministrative (il semplice ritiro della patente): processi per direttissima e galera. Specialmente se ci sono "aggravanti" e non attenuanti (come vorrebbe una certa cultura perdonista, buonista e giustificatrice), tipo uso di alcol, droghe, omissione di soccorso. La punizione per Stefano Lucidi deve essere esemplare: ha ucciso a Roma due persone, era sotto effetto di cocaina, considerava la strada come un far west, si divertiva a sfidare i passanti, non ha soccorso le vittime e si è solo preoccupato della macchina paterna "ammaccata". Peggio di così. Un'overdose di messaggi sbagliati e incivili. Ci vorrebbe il trapianto del cervello. Basti analizzare i numeri. I casi di pirateria, nell'ultimo anno, sono aumentati dell'82%; le vittime dei pirati, del 32% e le cause di ubriachezza o droga, del 44%. Una guerra.

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28/05/2008










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Invasione di campo

Invasione di campo

Una delle due ragazze in bikini che hanno invaso il campo degli azzurri durante l'allenamento a Coverciano. Le protagoniste dell'inconsueto fuori-programma sono una italiana e l'altra venezuelana , accreditate per la trasmissione di Italia 1, Lucignolo