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l'azione di governo

Dopo i mutui Tremonti assalta benzina e bollette

Dopo i mutui a tasso variabile a breve saranno attaccati altri due «fronti» di spesa per le famiglie: benzina e bollette.

Tremonti  Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, accoglie così alcune richieste arrivate più volte in questi mesi dalle associazioni dei consumatori ma guarda anche oltre. E nel tentativo di ridare spinta ai redditi e quindi nuovo ossigeno all'economia, individua i due nuovi passaggi: «D'accordo con il ministero dello Sviluppo Economico - spiega durante la presentazione dell'accordo sui mutui - apriremo un confronto con i consumatori e i produttori anche sulle bollette e sul pieno di benzina».
Le banche si dicono intanto pronte a rinegoziare i mutui a tasso variabile o sulla base della convenzione siglata tra governo-Abi e consumatori o, addirittura, applicando condizioni ancora migliori. Il governo è pronto inoltre a intervenire in diversi modi per azzerare i costi legati al notaio in caso di rinegoziazione e ad intervenire per garantire la gratuità della portabilità del mutuo.
Si delineano intanto con maggior chiarezza i dettagli dell'accordo con le banche che l'Antitrust definisce «buono» a patto che «le banche possano autonomamente adottare condizioni migliori per la clientela e che sia garantita definitivamente la portabilità a costo zero»: innanzitutto il ministro spiega che si sta cercando di intervenire anche sui costi non di natura bancaria legati alle rinegoziazioni: «C'è l'impegno del governo ad azzerare i costi notarili» spiega il ministro. «L'obiettivo è estendere anche ai beni immobiliari una norma che consente al funzionario di banca di certificare la girata, come già avviene sui valori mobiliari». Se, invece, «deve rimanere la funzione dei notai, prevedremo che questi contribuiscano al benessere nazionale lavorando a costo zero».
In merito alla deducibilità fiscale della rata del «vecchio» mutuo, Tremonti spiega che «possiamo pensare a una deduzione invariata. È un impulso venuto dai consumatori, ci ragioneremo».
Il governo pensa poi di intervenire in favore delle famiglie che sono in stato di morosità o sono già soggette a procedure esecutive: per far questo - spiega - si potrebbe attingere al fondo di 20 milioni già previsto dall'ultima Finanziaria. E l'idea è anche quella di consentire di aderire alla convenzione anche a chi ha saltato qualche rata e che potrebbe «recuperarla» a fine mutuo. Tutte le novità che saranno introdotte saranno «vigilate»: sarà infatti istituito un «osservatorio sulla trasparenza» che «quotidianamente» - spiegano i consumatori - terrà sotto controllo il rispetto dell'accordo. E se le banche non dovessero aderire? «Io credo che aderiranno non gli conviene non aderire...», dice Tremonti ribadendo che, indipendentemente dall'accordo, è ancora allo studio una stretta fiscale sugli istituti di credito.

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28/05/2008










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