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Il caso

E nel Pdl torna lo spettro della magistratura ad orologeria

L'idillio è già finito. Ammesso che sia mai cominciato. Nel giorno in cui la magistratura spicca 25 mandati d'arresto e getta un'ombra sulla gestione commissariale di Alessandro Pansa, il Pdl torna a puntare il dito contro le inchieste ad orologeria.

«Sono certo che non ci sia nessuna strategia o tattica nella individuazione della tempistica che ha portato agli arresti a Napoli mi limito a leggere il calendario» commenta il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano.
«Senza voler formulare nessuna ipotesi di complotto e nessuna illazione - prosegue l'esponente del governo - mi limito ad osservare che rispetto a una richiesta di misure cautelari formulata a gennaio, l'esecuzione dell'ordinamento avviene pochi giorni dopo il varo del decreto rifiuti che sta sollevando reazioni, anche, nel mondo giudiziario».
Insomma a pensar male si fa peccato però qualche volta si indovina. Anche perché i segnali che arrivano da Napoli sono tutt'altro che incoraggianti. La sezione napoletana dell'associazione nazionale magistrati, ad esempio, contesta con una nota la costituzionalità di una parte del decreto sui rifiuti.
«È un provvedimento legislativo - si legge - che, in palese violazione dell'articolo 102 della Costituzione, con l'istituire un ufficio giudiziario a dir poco straordinario, è chiaramente incostituzionale, ne rileva l'assoluta incongruenza con l'emergenza rifiuti che vive la Regione Campania».
«All'eccezionale istituzione di un ufficio giudiziario a competenza regionale, limitatamente alla sola Campania, - continua la nota - segue un serio ridimensionamento dei poteri di intervento in situazioni di urgenza del pm e della polizia giudiziaria cui, anche a fronte della necessità di salvaguardare tempestivamente il fondamentale diritto alla salute, è inibito anche il mero potere di sequestro preventivo d'urgenza».
Dai rifiuti alla sicurezza lo scenario non cambia. Intervenendo in Aula Giancralo Lehner punta ancora il dito contro Napoli.
«Signor Presidente - esordisce -, ho sentito dire che il nostro non è un Paese normale. Sono d'accordo anch'io, ma per cause ben più gravi. A Napoli 40 pubblici ministeri si sono riuniti in assemblea, esondando completamente il loro spazio, per dire "no" al "pacchetto sicurezza" del Governo, vale a dire prendendo il posto della legittima opposizione parlamentare. Ritengo che sia giunto il momento che tutto il Parlamento e il governo facciano qualcosa per sanare una situazione di illegalità costante e di invasione del potere parlamentare da parte dei magistrati».
Insomma nella maggioranza torna lo spettro dei magistrati-politici. E oggi il ministro Angelino Alfano incontrerà i vertici dell'Anm.

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28/05/2008










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Invasione di campo

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