Vi sono tutte le condizioni oggettive perché il Governo possa dare piena attuazione al suo programma e gli interventi normativi in agenda possano tradursi in legge. La drastica riduzione del numero dei gruppi alla Camera e al Senato potrà comportare la massima semplificazione della dialettica parlamentare: infatti, se nella scorsa legislatura si è raggiunto il numero "record" di gruppi parlamentari, in questa si toccherà il "minimo storico". In sostanza, il confronto politico si articolerà essenzialmente tra due grandi schieramenti e questo elemento favorirà senza dubbio una maggiore snellezza dei lavori parlamentari.
D'altra parte ritengo che i cittadini, con il voto di aprile, abbiano voluto manifestare la loro insofferenza per un quadro politico conflittuale e frammentato, che ha finito con il paralizzare in molti casi l'azione del Governo, influenzando negativamente la produttività del Parlamento: nell'ultima legislatura la media mensile di leggi approvate è stata la più bassa della storia d'Italia. Dunque, il Parlamento ha l'opportunità di recuperare un ruolo di primo piano sotto il profilo della capacità decisionale. Le stesse proposte di modifiche ai regolamenti parlamentari, su cui potrebbe registrarsi una convergenza di maggioranza e di opposizione, rappresentano una risposta alle richieste dell'elettorato di snellimento della vita parlamentare e di maggiore produttività delle Camere, e sono volte, da una parte, a valorizzare le prerogative della maggioranza in raccordo con il Governo e, dall'altra, a garantire adeguati spazi in Parlamento all'opposizione.
La semplificazione del quadro parlamentare è anche uno dei punti di partenza per l'avvio di quella stagione di riforme, non più rinviabili, che il Governo Berlusconi ha posto tra i principali obiettivi. In questo senso tanto la maggioranza quanto l'opposizione sono chiamate a un confronto proficuo. Auspico quindi che l'opposizione non si limiti ad un ostruzionismo fine a se stesso, ma che adotti un atteggiamento costruttivo sul merito delle questioni - anche proponendo soluzioni alternative, evitando però posizioni pregiudiziali di parte -, presupposto indispensabile quando si affrontano tematiche di grande rilievo istituzionale, che richiedono la convergenza di entrambe gli schieramenti.
Infine, è bene sottolineare che questo nuovo scenario parlamentare, proprio nella sua dimensione semplificata, se da un lato, come ho detto, rappresenta una grande occasione per la maggioranza, dall'altro lascerà emergere con grande chiarezza le responsabilità politiche nell'attuazione del programma del Governo.
Con questa consapevolezza del proprio ruolo, la maggioranza parlamentare è chiamata a far fronte alla sfida di modernizzazione e di sviluppo del Paese.
* Presidente Commissione
Affari Costituzionali Camera
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Donato Bruno, Presidente commissione Affari Costituzionali alla Camera
27/05/2008