• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
Italia news
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Centri sociali e immigrati in corteo

Al Pigneto non credono al raid nazi: «Ma quali svastiche e teste rasate!»

«Ma quali svastiche!», dicono i residenti del quartiere romano del Pigneto, dove sabato un gruppo di incappucciati ha danneggiato due esercizi commerciali gestiti da immigrati.

Pigneto «È stato un regolamento di conti, nessuna matrice politica», anche se sull'identità del fantomatico signore dai capelli bianchi, il presunto «mandante» del raid, nessuno si sbilancia: «È uno che "bazzica" il quartiere».
Per i ragazzi dei centri sociali che ieri alle 18:30 hanno partecipato al corteo che si è snodato per le vie del quartiere, invece, non poteva che trattarsi di un episodio di chiara intolleranza razziale di stampo fascista. Meno strumentale la protesta di chi si è unito alla marcia per bollare come intollerabile qualunque gesto che abbia come fine quello della giustizia «fai da te».
Tra bandiere rosse di Rifondazione Comunista e slogan antirazzisti, i commercianti del quartiere che hanno visto il gruppo dileguarsi dopo l'aggressione ricostruivano l'accaduto. Per alcuni, «chi sostiene di aver visto teste rasate dice bugie. I teppisti indossavano caschi, sciarpe e cappelli». Altri, addirittura, sostengono di aver visto sul bicipite di qualcuno, sotto la t-shirt, un tatuaggio del volto del Che. Anche sull'uso di mazze e bastoni, c'è qualche perplessità. Ma la versione ufficiale, a sentire i residenti che da tempo protestano per gli schiamazzi notturni oltre le due di notte, è «che la matrice politica non c'entra niente con l'aggressione di sabato». «Ciò non toglie - hanno aggiunto - che i cittadini hanno spesso richiesto l'intervento delle forze dell'ordine quando gli shiamazzi in piena notte diventavano intollerabili e nella maggior parte dei casi carabinieri e polizia non sono intervenuti».
Quale sia la ragione del raid, comunque, ieri in piazza sono scese circa 700 persone (secondo le forze dell'ordine), tra cui la comunità del Bangladesh e qualla senegalese, che al Pigneto possono entrambe contare su numerosi membri.
Il corteo ha attraversato pacificamente le stradine interne della zona pedonale prima di raggiungere piazzale Prenestino e continuare lungo la via Prenestina paralizzando per circa 30 minuti la circolazione del traffico. I manifestanti hanno seguito gli agenti del commissariato Porta Maggiore e i carabinieri della compagnia di piazza Dante in testa al corteo.
Attimi di tensione, ma si è trattato solo di offese verbali, ci sono stati prima dell'inizio della marcia, tra esponenti dei centri sociali e un residente: quest'ultimo, pur condannando il gesto, precisava che nel quartiere non tutti gli immigrati si comportano civilmente. Per quelli che lo hanno aggredito a suon di «fascista», il suo era solo un tentativo di difendere un'aggressione razzista. La querelle si è conclusa con una raffica di insulti da una parte e dall'altra, ma niente più.
Il Pigneto, da due anni al centro della movida capitolina, con i suoi negozi di artigiato, vinerie, pizzerie, ristoranti e i prezzi delle case alle stelle, negli ultimi anni, è migliorato sul fronte della sicurezza. Eppure, il presidnete del Municipio Gianmarco Palmieri, ha assicurato che «la presenza degli agenti della Polizia municipale sarà rinforzata anche per vigilare sull'orario di chiusura degli esercizi commerciali».
Alla manifestazione, anche se non hanno marciato, erano presenti il deputato del Pd Roberto Morassut e il governatore del Lazio Piero Marrazzo. Per l'ex assessore all'Urbanistica della Capitale si è trattato «di un grave episodio di intolleranza in un quartiere in cui la mescolanza etnica va incoraggiata». Per Marrazzo, invece, «Il gesto non deve essere strumentalizzato. Semmai bisogna isolare chi pensa che in questa città ci sia l'impunità».

Vai alla homepage

Matteo Vincenzoni

27/05/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

FOTO DEL GIORNO

Invasione di campo

Invasione di campo

Una delle due ragazze in bikini che hanno invaso il campo degli azzurri durante l'allenamento a Coverciano. Le protagoniste dell'inconsueto fuori-programma sono una italiana e l'altra venezuelana , accreditate per la trasmissione di Italia 1, Lucignolo