A
proposito del primo consiglio dei ministri a Napoli
sottolinea che «ha avuto un valore assolutamente diverso».
«Abbiamo voluto dire che il governo Berlusconi parte dal
Sud e punta a far decollare l'Italia proprio dal capoluogo
partenopeo».
Nel programma è prevista una modifica a
proposito della diagnosi di reimpianto dell'embrione nel
corso degli interventi di procreazione medicalmente
assistita?
Il programma liberale di Berlusconi non è
entrato in questo dettaglio. Abbiamo vinto su principi
liberali e d'innovazione e su sette chiare missioni di
ammodernamento del Sistema-Paese. La questione posta è
importantissima, ma per ora fuori del programma di
governo.
Ma in Italia ci sono almeno due milioni di
coppie con problemi di sterilità. Il governo, in
prospettiva, pensa di poter intervenire a favore di questa
categoria?
Raccolgo questo stimolo e lo trasferisco al
governo nella sua massima responsabilità. Chi fa politica
ogni giorno incontra questo dramma e quindi non mi deve
spiegare quanto esso sia sentito e importante.
La legge
sulla procreazione medicalmente assistita è tema di
discussione ampia in varie sedi, dalle più popolari a
quelle più qualificate. È possibile introdurre modifiche
che tengano conto delle recenti acquisizioni scientifiche?
Certamente sì. Il legislatore è intervenuto per porre
fine al far west che dominava un campo così importante
della medicina. È possibile che la legge 40 presenti
imperfezioni e che l'evoluzione della scienza richieda
nuovi interventi legislativi. Come sempre, nelle questioni
che impegnano l'etica, terrei il cammino legislativo al di
fuori dell'attività del governo. In tal modo sarà possibile
condividere con l'opposizione eventuali interventi
migliorativi.
Quali gli obbiettivi prioritari del
Governo sulla tutela della famiglia?
Già dati
importanti segnali. A Napoli abbiamo abolito l'Ici sulla
prima casa e permesso alle famiglie di rinegoziare i mutui
con un risparmio netto medio di 850 euro all'anno. Abbiamo
inasprito le pene nei casi di violenza a minori, disabili,
anziani. Come inizio non è male. Speriamo di continuare
così».
Che ne dice di alcune forme di procreazione
assistita permesse in Gran Bretagna come la possibilità di
utilizzare il genoma di due donne?
Sono senza parole di
fronte a esperimenti di cui non vedo il vantaggio per
l'umanità.
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26/05/2008