Nel 1777 lo scienziato
iniettò liquido seminale di cane in una cagna che partorì
tre cuccioli. I primi efficaci esperimenti però furono
condotti negli anni tra il 1956 e il 1964 dal professor
Daniele Petrucci docente alla scuola di specializzazione
chirurgica dell'Università di Bologna. Il ricercatore
bolognese con la collaborazione della dottoressa Laura de
Pauli Santandrea ottenne, di fatto, la prima fecondazione
di un ovulo con uno spermatozoo, filmando addirittura tutto
l'intervento.
In seguito nel 1964 durante un congresso
medico in Gran Bretagna Petrucci rivelò di aver contribuito
con la fecondazione in vitro e l'immissione dell'embrione
nell'utero materno, alla nascita di ventisei bambini, tutti
in vita.
Ovviamente non fornì ai giornalisti i nomi dei
piccoli per rispetto del segreto professionale. Le
polemiche che ne seguirono furono violentissime. Alcuni
cittadini addirittura denunciarono il professor Petrucci
per infanticidio e il suo studio fu perquisito dai
carabinieri i quali ovviamente non sapevano neppure di
preciso che cosa cercare. Il professor Petrucci morì nove
anni dopo d'infarto, a soli cinquantuno anni. Ma, proprio
sulla scia delle violentissime polemiche dopo il congresso
di Glasgow, un anno dopo il fisiologo inglese Robert
Edwards avviò all'università di Cambridge concrete
sperimentazione in questo campo. Edwards ottenne la
collaborazione dell'esperto laparoscopista Patrick Steptoe.
Louise Brown ancora oggi afferma" molti mi chiedono se io
sia una persona normale e quando dico di sì, restano quasi
contrariati". Da allora nel mondo della fecondazione
assistita si è registrato un costante processo di questa
tecnica. Sono migliaia e migliaia i bimbi nati "in
provetta" e l'Italia ha dato un grandissimo contributo con
straordinarie sperimentazioni e successi.
Proprio in
Italia, ad esempio, per merito del professor Severino
Antinori nel 1989 si registrò il primo caso di gravidanza
in menopausa culminata con la nascita di un maschietto.
Alla donna che era in menopausa da un anno e mezzo fu
ricostruito un normale circolo ciclo mestruale grazie alla
somministrazione gradualmente dosata di estrogeni e
progesterone facilitando così l'attecchimento di uno o più
embrioni. La cosiddetta Fivet (fertilizzazione in vitro con
trasferimento dell'embrione) non è una tecnica traumatica
né invasiva. Un miglioramento di questa tecnica fu
costituito dalla scoperta della Pzd ideata sempre dal
professor Antinori che consiste nel creare una apertura di
dimensioni infinitesimali nella membrana esterna
dell'ovocita in modo da facilitare l'inserimento degli
spermatozoi. Dopo fu utilizzato il laser a questa tecnica.
Come naturale conseguenza si giunse all'Icsi nella
quale è introdotto un solo spermatozoo all'interno del
citoplasma dell'ovocita. Nel 1991 nel suo congresso romano
Antinori spiegò ai suoi colleghi i dettagli della tecnica.
Sempre Antinori è stato tra i primi a dedicarsi alla
sterilità maschile con due tecniche la Mesa e la Tesa le
quali permettono l'aspirazione dello spermatozoo dai
testicoli.
Gia. Cal.
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26/05/2008