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Un po' di sfida e un po' d'amore Ricerca tutta italiana

La storia della procreazione medicalmente assistita, secondo molti, prende il via il 25 luglio del 1978 quando a Londra nacque Louise Brown, la prima bambina al mondo concepita in provetta. In realtà i primi esperimenti di fecondazione artificiale documentati furono realizzati in Italia da Lazzaro Spallanzani.

Nel 1777 lo scienziato iniettò liquido seminale di cane in una cagna che partorì tre cuccioli. I primi efficaci esperimenti però furono condotti negli anni tra il 1956 e il 1964 dal professor Daniele Petrucci docente alla scuola di specializzazione chirurgica dell'Università di Bologna. Il ricercatore bolognese con la collaborazione della dottoressa Laura de Pauli Santandrea ottenne, di fatto, la prima fecondazione di un ovulo con uno spermatozoo, filmando addirittura tutto l'intervento.
In seguito nel 1964 durante un congresso medico in Gran Bretagna Petrucci rivelò di aver contribuito con la fecondazione in vitro e l'immissione dell'embrione nell'utero materno, alla nascita di ventisei bambini, tutti in vita.
Ovviamente non fornì ai giornalisti i nomi dei piccoli per rispetto del segreto professionale. Le polemiche che ne seguirono furono violentissime. Alcuni cittadini addirittura denunciarono il professor Petrucci per infanticidio e il suo studio fu perquisito dai carabinieri i quali ovviamente non sapevano neppure di preciso che cosa cercare. Il professor Petrucci morì nove anni dopo d'infarto, a soli cinquantuno anni. Ma, proprio sulla scia delle violentissime polemiche dopo il congresso di Glasgow, un anno dopo il fisiologo inglese Robert Edwards avviò all'università di Cambridge concrete sperimentazione in questo campo. Edwards ottenne la collaborazione dell'esperto laparoscopista Patrick Steptoe. Louise Brown ancora oggi afferma" molti mi chiedono se io sia una persona normale e quando dico di sì, restano quasi contrariati". Da allora nel mondo della fecondazione assistita si è registrato un costante processo di questa tecnica. Sono migliaia e migliaia i bimbi nati "in provetta" e l'Italia ha dato un grandissimo contributo con straordinarie sperimentazioni e successi.
Proprio in Italia, ad esempio, per merito del professor Severino Antinori nel 1989 si registrò il primo caso di gravidanza in menopausa culminata con la nascita di un maschietto. Alla donna che era in menopausa da un anno e mezzo fu ricostruito un normale circolo ciclo mestruale grazie alla somministrazione gradualmente dosata di estrogeni e progesterone facilitando così l'attecchimento di uno o più embrioni. La cosiddetta Fivet (fertilizzazione in vitro con trasferimento dell'embrione) non è una tecnica traumatica né invasiva. Un miglioramento di questa tecnica fu costituito dalla scoperta della Pzd ideata sempre dal professor Antinori che consiste nel creare una apertura di dimensioni infinitesimali nella membrana esterna dell'ovocita in modo da facilitare l'inserimento degli spermatozoi. Dopo fu utilizzato il laser a questa tecnica.
Come naturale conseguenza si giunse all'Icsi nella quale è introdotto un solo spermatozoo all'interno del citoplasma dell'ovocita. Nel 1991 nel suo congresso romano Antinori spiegò ai suoi colleghi i dettagli della tecnica. Sempre Antinori è stato tra i primi a dedicarsi alla sterilità maschile con due tecniche la Mesa e la Tesa le quali permettono l'aspirazione dello spermatozoo dai testicoli.
Gia. Cal.

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26/05/2008










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