L'obiettivo
è la riforma del modello contrattuale unito ad un fisco che
premia l'impegno delle persone e mette fine a
quell'appiattimento delle retribuzioni all'origine del
declino della produttività. Una contrattazione nazionale
più snella e una seconda più legata alla dimensione
aziendale o territoriale accompagnata da una leva fiscale
flessibile che alleggerisce il lavoro straordinario, il
lavoro supplementare, le clausole elastiche e il premio di
produttività, prevedendo il coinvolgimento dei lavoratori
alla vita aziendale, è l'asse portante del documento di
programmazione da varare entro giugno, che includerà anche
misure di semplificazione dei rapporti di lavoro.
La
mancata inclusione dei pubblici dipendenti dalla
detassazione dello straordinario, e dunque di un pezzo
importante del lavoro dipendente, è dovuto non già ad un
pregiudizio nei confronti degli impiegati pubblici, ma ad
un'esigenza di selezionare l'impiego di importanti ma
limitate risorse a disposizione, chiamate altresì a
finanziare altri interventi che il Governo considera
prioritari. Inoltre, trattandosi di una misura di carattere
sperimentale ci sarà sicuramente il modo di rimediare alla
disparità di trattamento in sede di legge finanziaria per
il 2009, nel caso in cui saranno valutate l'utilità e la
convenienza a proseguire nella detassazione.
Opportunamente, poi, il ministro Brunetta ha compiuto ogni
possibile tentativo - questo è un preciso segnale politico
che non va lasciato cadere durante l'iter legislativo - per
includere i settori più delicati delle Forze dell'ordine e
dei Vigili del fuoco, che si prodigano senza risparmio al
servizio della collettività.
Ma c'è un'altra ragione
d'ordine politico in quanto chiama in causa proprio gli
obiettivi che l'esecutivo intende perseguire. Le misure,
infatti, sono finalizzate a dare un impulso alla ripresa
dei settori produttivi, realizzando nel contempo un
miglioramento delle retribuzioni come corrispettivo di un
maggior impegno lavorativo. Nelle aziende private esistono
le condizioni strutturali perché lo scambio tra lavoro e
retribuzione avvenga con riferimento a dati reali. È la
regola principale del mercato a far sì che i datori di
lavoro eroghino aumenti (provenienti dai bilanci delle loro
aziende) soltanto a fronte di una migliore prestazione
(quali-quantitativa) dei loro dipendenti.
Vai alla homepage
26/05/2008