Intendiamoci, una cosa è cercare
modelli da imitare, un'altra riconoscersi parte integrante
di un processo di sviluppo continentale. Occorre, per di
più, riconoscere che è la Sinistra storica la parte più
coinvolta nel bisogno delle alleanze e delle approvazioni
internazionali come fonte di legittimazione. Gli attacchi
al Governo italiano da parte del Governo spagnolo ricalcano
stereotipi ben conosciuti. La responsabilità è della
"politica" che non ha, finora, imposto un ruolo attivo nel
nostro Paese sui grandi dossier.
Nel complesso
calderone di Bruxelles occorre esercitare quotidianamente
il proprio ruolo senza distrazioni. Bene ha fatto il
Ministro Frattini a costringere il Ministro degli Esteri
spagnolo a una semi-scusa. La forma in diplomazia è
sostanza. Ma non basta. In questo momento, per esempio, vi
sono tre grandi grane in Europa: quella dell'Unione
Mediterranea, quella della politica agricola e quella dei
rapporti con Hamas. Su tutti e tre punti sarebbe
auspicabile una visibile reazione italiana.
Tra 7
settimane, il 13-14 luglio, prenderà vita a Parigi l'Unione
per il Mediterraneo copresieduta da Sarkozy, in quanto
Presidente pro tempore del Consiglio Europeo e,
probabilmente, da Osni Moubarak. Il tentativo di Parigi è
quello di prolungare il mandato di Copresidente. L'Italia
faccia sentire chiaramente la sua voce, contraria
all'iniziativa, perché il Trattato di Lisbona prevede solo
tre figure istituzionali: il Presidente del Consiglio
Europeo, il Presidente della Commissione, l'Alto
Rappresentante per gli Affari Esteri. La politica agricola,
campo prediletto degli egoismi nazionali francesi e
tedeschi, è considerata un tabù infrangibile per le
sovvenzioni che permettono di tenere in piedi un sistema
basato sull'aiuto pubblico, che sfugge a qualsiasi logica
di concorrenza mondiale e che aiuta la penuria agricola
mondiale. L'Italia ha interesse a distinguersi assieme alla
Gran Bretagna, costringendo magari il Parlamento Europeo a
utilizzare seriamente il suo tempo. Rompendo tutti gli
accordi europei e Nato, la Francia intrattiene da molto
tempo rapporti con Hamas, secondo le dichiarazioni del
ministro degli esteri francese. Davvero non c'è niente da
recriminare pubblicamente? Pensare che passata la giornata
passerà la tempesta è un errore.
Chi conosce i partiti
europei sa valutare la dipendenza dei suoi esponenti dai
governi nazionali. Attaccare l'Italia è uno sport
redditizio. Quando l'Italia è andata, nel passato,
all'attacco (con buone ragioni) le critiche sono scomparse
perché non erano più lucrose. Fare l'Europa significa
difendere la propria identità rispettando quella altrui.
Vai alla homepage
22/05/2008