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Il punto di RICCARDO RICCARDI

Caro ministro, punti tutto sulle Elementari

Gentile On. Gelmini, Ministro della Pubblica Istruzione, (foto) mi rivolgo a Lei con una lettera aperta. Le mie note non vogliono dare consigli o suggerimenti. Non ne ho esperienza né autorità né conosco la macchina statale. Ho però vissuto una vita e vivo con giovani che si avvicinano per la prima volta al mondo del lavoro.

La mia esperienza, è sicuramente positiva. I nostri giovani, senza fare di tutta un'erba un fascio, non sono così male come si dice né tanto meno sono bamboccioni legati alla gonna materna. L'evoluzione di questi ultimi anni sia economica SIA scientifica ha una velocità impressionante. La tecnologia diventa rapidamente obsoleta. Ogni giorno nasce un nuovo strumento e un mezzo per scrivere, comunicare, informare. Il mondo corre e bisogna essere rapidi nel pensare e decidere.
Ma attenzione. Rapidità non deve volere dire superficialità e per decidere è necessario avere non soltanto basi culturali ma aver capito le diverse esigenze delle persone. La grande rivoluzione, quella che ha abbattuto tutte le barriere tra Stati e popoli diversi, è avvenuta attraverso le comunicazioni che, in pochi secondi, passano da un continente all'altro. Questo il quadro, in una estrema e criticabile sintesi. Nel mio punto del 30.4 (mi perdoni la citazione) ho ricordato la figura del maestro elementare. Nel momento nel quale si va di corsa è opportuno quel training necessario se si vuole iniziare la gara della vita. È vero, tutto cambia ma alcuni concetti restano sempre validi e costituiscono l'asse portante della educazione. Questa, nasce in famiglia. Ma la famiglia vive nel contesto caotico del mondo moderno. Telefonini, internet, telefono che distraggono, educano creano relazioni ma non mettono radici. Giusto che nelle università ci si prepari alla sfida, è però necessario cominciare dalla base. La scuola elementare deve essere retta da managers capaci e illuminati, ben pagati, destinatari di obiettivi. I maestri, forse sono utopista, hanno una missione da compiere. Portare il bambino alle elementari conoscenze culturali. Ma soprattutto insegnare il modo corretto di vivere. Rispetto del prossimo e delle istituzioni. Educazione civica e senso dello Stato. Ricerca del successo attraverso la meritocrazia, non con furbizia. Senso del risparmio senza avarizia che, come diceva Sallustio perverte la fedeltà, l'onestà e tutte le altre virtù. Avere audacia e senso del rischio ma con buon senso. Lei Signor Ministro è giovane e questa è una fortuna. Non ascolti le critiche di chi dice che ai giovani manca l'esperienza. È una frase fatta, priva di senso logico. Non voglio dire che non si debba guardare indietro. Perché quello che conta è il presente e il futuro. Il passato soltanto per capire, senza nostalgia perché quello che conta è il domani. No ieri. Buon lavoro e in bocca al lupo Signor Ministro.

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21/05/2008










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