La mia esperienza,
è sicuramente positiva. I nostri giovani, senza fare di
tutta un'erba un fascio, non sono così male come si dice né
tanto meno sono bamboccioni legati alla gonna materna.
L'evoluzione di questi ultimi anni sia economica SIA
scientifica ha una velocità impressionante. La tecnologia
diventa rapidamente obsoleta. Ogni giorno nasce un nuovo
strumento e un mezzo per scrivere, comunicare, informare.
Il mondo corre e bisogna essere rapidi nel pensare e
decidere.
Ma attenzione. Rapidità non deve volere dire
superficialità e per decidere è necessario avere non
soltanto basi culturali ma aver capito le diverse esigenze
delle persone. La grande rivoluzione, quella che ha
abbattuto tutte le barriere tra Stati e popoli diversi, è
avvenuta attraverso le comunicazioni che, in pochi secondi,
passano da un continente all'altro. Questo il quadro, in
una estrema e criticabile sintesi. Nel mio punto del 30.4
(mi perdoni la citazione) ho ricordato la figura del
maestro elementare. Nel momento nel quale si va di corsa è
opportuno quel training necessario se si vuole iniziare la
gara della vita. È vero, tutto cambia ma alcuni concetti
restano sempre validi e costituiscono l'asse portante della
educazione. Questa, nasce in famiglia. Ma la famiglia vive
nel contesto caotico del mondo moderno. Telefonini,
internet, telefono che distraggono, educano creano
relazioni ma non mettono radici. Giusto che nelle
università ci si prepari alla sfida, è però necessario
cominciare dalla base. La scuola elementare deve essere
retta da managers capaci e illuminati, ben pagati,
destinatari di obiettivi. I maestri, forse sono utopista,
hanno una missione da compiere. Portare il bambino alle
elementari conoscenze culturali. Ma soprattutto insegnare
il modo corretto di vivere. Rispetto del prossimo e delle
istituzioni. Educazione civica e senso dello Stato. Ricerca
del successo attraverso la meritocrazia, non con furbizia.
Senso del risparmio senza avarizia che, come diceva
Sallustio perverte la fedeltà, l'onestà e tutte le altre
virtù. Avere audacia e senso del rischio ma con buon senso.
Lei Signor Ministro è giovane e questa è una fortuna. Non
ascolti le critiche di chi dice che ai giovani manca
l'esperienza. È una frase fatta, priva di senso logico. Non
voglio dire che non si debba guardare indietro. Perché
quello che conta è il presente e il futuro. Il passato
soltanto per capire, senza nostalgia perché quello che
conta è il domani. No ieri. Buon lavoro e in bocca al lupo
Signor Ministro.
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21/05/2008