Un atto di decisionismo, com'è nello stile del nuovo governo che presiede. Non ci si poteva e doveva attendere altro da chi ha costruito il suo esecutivo allo scopo di ridare visibilità e concretezza allo Stato, mettendo così fine, forte di un grande consenso popolare e di una maggioranza parlamentare coesa ed affidabile, alle interminabili mediazioni che hanno prodotto la devastazione del territorio.
Che a Napoli e nelle province campane occorra l'impiego di mezzi straordinari e duraturi, come sosteneva ieri Roberto Arditti su questo giornale, perché la normalità faccia nuovamente "irruzione" nella vita associata e venga recuperata una vivibilità della quale si avverte un disperato bisogno, è pacifico. Mentre non a tutti è ancora chiaro che l'impopolarità di provvedimenti necessari dovrà essere il carattere distintivo di un governo che non cercherà di piacere a tutti i costi, ma il cui obiettivo è quello di dare risposte alle domande pressanti dei cittadini coinvolgendoli, con la persuasione degli atti che porrà in essere, ad assecondarne l'azione.
Perciò quando Berlusconi fa intendere che dal Consiglio dei ministri che si terrà domani a Napoli verranno adottate misure fuori dal comune è perché la situazione lo esige. Dunque, non si tema l'impiego dell'esercito, se ci sarà una decisione in tal senso, a garanzia dell'ordine pubblico dopo gli episodi di guerra civile strisciante registrati in questi giorni; non ci si abbandoni alla protesta se almeno dieci discariche verranno aperte per fronteggiare un'emergenza non più sostenibile soprattutto a fronte dell'imminente arrivo della stagione estiva; se si vareranno i tre termovalorizzatori senza frapporre indugi e spezzando i lacci burocratici che finora ne hanno impedito la costruzione, unitamente alle idiosincrasie ambientaliste.
Questo modo di procedere è il solo, peraltro, che può mettere al riparo l'opera di risanamento dalle infiltrazioni camorristiche il cui peso, come tutti riconoscono, è stato determinante nello sviluppo del malcostume e della corruzione. A Napoli, insomma, può avere inizio, contrariamente a tutte le previsioni e capovolgendo assunti che sembravano consolidati, una nuova stagione politica nella quale le popolazioni potranno sentirsi protagoniste di una rinascita voluta da un potere decisionale disposto a restaurare la legalità senza addivenire a compromessi con nessuno. È quel che ci si attende. Senza perdere tempo, naturalmente.
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Gennaro Malgeri
20/05/2008